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Il dott. Valli, di fronte al silenzio della Israel-lobby italiana (…chi tace acconsente…), esterna una seconda analisi

Posted: August 13th, 2012 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Israel Lobby, Sionismo, Siria, Valli Gianantonio | Tags: , , , , , , , | No Comments »

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Riceviamo e pubblichiamo la

Seconda lettera del dottor Gianantonio Valli al signor Stefano Gatti

Gentile signor Stefano Gatti,

nella speranza che Lei concordi nuovamente sulla necessaria diffusione in ogni sede mediatica delle mie considerazioni, ardisco far seguito alla mia del 29 luglio.

Questa volta però, vista l’assenza di una Sua risposta, ho deciso di risparmiare busta, carta e francobolli per le destinazioni postali a Milano e Roma. Non me ne voglia se la somma risparmiata servirà ad acquistare altre pubblicazioni e volumi. Del resto, assicuro, si tratterà sempre di documentazione su di Lei e i suoi congeneri.

Per quanto a noi goyim, ed a me in particolare, ripugni perdere tempo in questioni inessenziali, ritengo pur sempre corretto aderire alla massima «chiedere è lecito, rispondere è cortesia». Ovviamente, quando si tratti di rispondere a quesiti gentilmente formulati, senza intenti polemici né volontà di aprire, ad esempio con Lei, una diatriba intellettuale.

Non entro quindi nel merito del problema Siria, sul quale abbiamo probabilmente visioni discordanti, e neppure tratterei della legittimità dello Stato degli Ebrei o dell’annosa questione «nazismo/neonazismo». Per la quale ultima mi sono già dilungato, sperando comunque di avere chiarito, con Sua soddisfazione, un problema culturale che forse tuttora La affligge.

Da informazioni raccolte, ho saputo che Lei sarebbe il responsabile di tale «Osservatorio sul pregiudizio antiebraico». Mi sarei maggiormente compiaciuto se la dizione fosse stata «Osservatorio sul giudizio antiebraico». Non ritenga che gli avversari dei Suoi congeneri siano sempre affetti da pre-giudizi, irrazionali e non documentati! Talora – certo raramente o forse mai secondo Lei – potrebbe trattarsi di post-giudizi. Giudizi cioè a posteriori, razionali e documentati. Ma non voglio sottrarLe ulteriore tempo per la Sua prestigiosa professione di Osservatore. Entro in argomento.

Al punto 5 della mia lettera Le avevo chiesto su quale mia nefandezza Lei basasse l’aggettivo «famigerato», usato per definire la mia persona. Non mi ha risposto. Taluno mi ha suggerito che il motivo poteva essere il mio radicale rifiuto dell’impostazione mentale dei Suoi congeneri. Talaltro, la mia ripugnanza per il Santo-che-benedetto-sia. Talaltro ancora, rifacendosi a più concrete analisi politiche, la mia irriducibile avversione ad essere preso per i fondelli.

Boh! Penso che, in mancanza di una Sua risposta, dovrò rassegnarmi a restare nell’ignoranza. Certo, non mi affiderò alla Giustizia Democratica né la inviterò coi padrini ad un appuntamento dietro il convento dei Carmelitani. Anche se «la giustizia deve essere di questo mondo». Anche se per l’Altro Mondo ho fatto mio il «Let din welet dayan» del sublime Acher (non per Lei, ma per i goyim traduco: «Non c’è giudizio né Giudice»). Invero, lascio ai Suoi congeneri deboli di mente la questione «retribuzione nel Mondo Avvenire». Deboli di mente, chiarisco, qualora ci credano davvero. Forti invece di mente, fortissimi e ammirevoli, qualora di tale superstizione abbiano impregnato, quale arma letale, la mente dei goyim. Abbia pazienza, ormai mi conosce, mi cito:

Per il goy Kevin MacDonald, docente di Psicologia alla Ca­li­fornia State Univer­sity, il giudaismo, al di là di tutte le tattiche che lo razio­na­lizzano quale religione, altro non è che «una strategia evolu­zionistica ecolo­gica­mente specializza­ta [...] sostanzial­mente centrata sulla difesa del gruppo», massi­mo tra i paradigmi di etnocentri­smo e competizione per il successo economico-ripro­duttivo, «una strategia di gruppo altruistica, nella quale gli interessi dei singoli sono subordinati a quelli del gruppo»: «”Ciò che importa davvero nella reli­gio­ne ebrai­ca non è l’immortalità del singolo ebreo, ma quella del popolo ebraico [...] Il futuro della nazione, e non quello dei singoli, resta l’obiettivo decisivo” [S.W. Baron, A Social and Religious History of the Jews, I e II, edito nel 1952 da The Jewish Publication Society of America]». Una strategia che ha portato nei millenni, con la voluta separazione degli ebrei dal resto dell’umanità, ad una sorta di «pseudo­spe­ciazione»: «Per coloro che si dispersero in civiltà estranee, anche dopo generazio­ni, “il giudai­smo fu in realtà non tanto la religione della madrepatria quanto la religione della razza ebraica; fu una religione nazionale non in senso politico, ma in senso genealo­gi­co” [G.F. Moore, Judaism in the First Centuries of the Christian Era: The Age of the Tannaim, I, Harvard University Press, 1927]. Di conseguenza, convertirsi “non signi­ficò entrare in una comunità religiosa, ma venire naturalizzati nella nazione ebraica, e cioè – dal momento che l’idea di nazionalità era razziale più che politica – essere adottati dalla razza ebraica”» (in MacDonald I), ribadendo che «possia­mo concepire il giudaismo soprat­tutto come un­’invenzio­ne culturale­, mantenu­ta in vita dai controlli sociali che operano per strut­tu­rare il comportamento dei membri del gruppo e caratte­rizzata da un’ideolo­gia reli­giosa che razionalizza all’inter­no del gruppo il comporta­men­to sia nei confron­ti dei membri del gruppo sia nei con­fronti degli estranei [that rationalizes ingroup beha­vior both to ingroup members and to outsiders]» (in MacDonald II).

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BIBLIOGRAFIA:

MacDonald K. (I), A People that Shall Dwell Alone – Judaism as a Group Evolutionary Strategy, Praeger, 1994

MacDonald K. (II), Separation and Its Discontents – Toward an Evolutionary Theory of Anti-Semitism, Praeger, 1998

MacDonald K. (III), The Culture of Critique – An Evolutionary Analysis of Jewish Involvement in Twentieth-Century Intellectual and Political Movements, Praeger, 1998

MacDonald K. (IV), An American Professor to Responds to a “Jewish Activist” – Dr. MacDonald’s Testimony in the Irving-Lipstadt Trial, «Journal of Historical Review» n.1/2000

MacDonald K. (V),  prefazione alla nuova edizione di  The Culture of Critique, 1stbooks Library  (in proprio), 2002, in  csulb.e­du/~kmacd/books-Preface.html

MacDonald K. (VI), Judaismus als evolutionäre Strategie im Wettstreit mit Nichtjuden, «Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung» n.4/ 2006.

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La mia seconda domanda – priva di malizia come la prima – era tesa a sapere se Lei fosse «figlio degli autori del volume, tosto mandato al macero, Il quinto scenario, edito nel 1994 da Rizzoli, nel quale si avanza la tesi che ad abbattere l’aereo passeggeri su Ustica furono due caccia israeliani». In caso affermativo La avrei pregata di indirizzare i miei complimenti e il mio rammarico agli autori. I complimenti, per l’acutezza investigativa e l’indipendenza intellettuale mostrata nel trattare un tema tanto esplosivo. Il rammarico, perché il volume è stato distrutto dall’editore e mai più ristampato. Un rogo di libri, Lei m’intende! Dopo le querimonie di Avi Pazner, ambasciatore dello Stato degli Ebrei.

Infine, mi accorgo di essere incorso, nella precedente lettera aperta, in due inesattezze (ma anch’Ella, del resto, a parte i rilievi già da me formulati, ha definito «lungo discorso» la mia esposizione di soli tredici minuti… vedrà nelle prossime conferenze!).

La prima: ho traslato l’anno goyish 2012 nell’ebraico 5769, mentre chiunque sa che l’anno corretto è il 5772. Il 5772° anno dalla Creazione del Mondo.

La seconda: ho definito «avvocatessa» Donatella Di Cesare, per quanto la quarta di copertina specificasse che è «professore ordinario di Filosofia teoretica». Chiedo scusa per il mio blocco mentale. Invero, dopo avere letto l’opuscoletto liberticida Se Auschwitz è nulla – Contro il negazionismo, mi ero inconsciamente convinto che nessun docente di filosofia avrebbe potuto assemblare una tale accozzaglia di sofismi e spacciarli per ragionamenti. Forse, ma non ne sono sicuro, nemmeno un azzeccagarbugli. E chiedo scusa agli azzeccagarbugli.

Con osservanza

Cuveglio, 13 agosto 2012

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Fonte:
http://www.webnostrum.com/?p=1528

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Link a questa pagina:
http://espeditogonzales.altervista.org/2012/08/13/il-dott-valli-di-fronte-al-silenzio-della-israel-lobby-italiana-%E2%80%A6chi-tace-acconsente%E2%80%A6-esterna-una-seconda-analisi/

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Il dott. Gianantonio Valli reagisce e risponde agli attacchi della Israel lobby

Posted: July 30th, 2012 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Israel Lobby, NWO, Sette, Sionismo, Siria, Testimonianze, Valli Gianantonio, Video | Tags: , , , , , , , | No Comments »

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Riceviamo e pubblichiamo per conto dell’autore e amico, il dott. Gianantonio Valli, un lettera in risposta alle diffamazioni e fango diffuse pubblicamente dalla Israel lobby italiana sul portale di Romaebraica.it (che riportiamo successivamente), in seguito al suo intervento durante la manifestazione a Milano in sostegno della Sira sotto attacco.

Tale setta, tramite uno dei suoi portaborse, Stefano Gatti, rappresentante di spicco del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, sovvenzionato dal governo italiano, cioe’ i contribuoenti, con 300 mila euro annui), ha cosi’ voluto sottolineare e confermare la presa di posizione e copertura ideologica e mediatica del sionismo italiano in favore del terrorismo internazionale che sta insanguinando la Siria.

Stefano Gatti ascese alla ribalta nella primavera del 2010, grazie alla signora Fiamma Nirenstein e alla sua Commissione Parlamentare sull’Antisemitismo, con la quale si pretendeva censurare e oscurare alcuni siti web italiani scomodi (soprattutto TerraSantaLibera.org e Effedieffe.com) , i quali proponevano articoli di cronaca sui crimini commessi in Palestina dall’entita’ sionista, nonche’ testi di analisi e critica culturale non graditi alla casta rabbinica.

Non potevano quindi il Gatti e il CDEC digerire l’intervento del dott. Gianantonio Valli in difesa della Siria e della liberta’ e identita’ dei popoli, ma soprattutto non poteva la setta sionista perdere un’occasione d’oro per giustificare la propria esistenza e la rapina di ben 300 mila euro annui ai danni del popolo italiano. Chissa’ se il portaborse dei portaborse, Mario Monti, tagliera’ questa spesa…

(Redazione di SyrianFreePress.net Network)

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Lettera del dott. Gianantonio Valli al:

signor Stefano Gatti,

presso CDEC, via Eupili 8, 20145, Milano

presso Comunità Ebraica Romana, largo Stefano Gaj Tachè, 00186, Roma.

“Gentile signor Stefano Gatti,

ho preso visione dello scritto comparso a Sua firma in data 26 luglio 2012, sito romaebraica.it, titolato «Comizio neonazista a Milano». Mi pregio puntualizzare:

1. la Siria, da Lei riduttivamente definita «degli Assad», è in realtà la Siria del popolo siriano, di cui è legittimo presidente il dottor Bashar al-Assad.

2. tra i promotori della manifestazione non c’erano organizzazioni «arabo islamiche» – sapiente l’uso del termine «islamiche», Lei mi capisce! – ma la Comunità siriana che si riconosce nel suo legittimo governo e difende, contro una feccia di tagliagole assassini, i legittimi interessi, morali e materiali, del popolo siriano.

3. i – da Lei definiti – «movimenti estremisti di sinistra e di destra» sono stati contattati, come pure singoli personaggi come il sottoscritto, dalla Comunità siriana. Tutti hanno aderito di buon grado alla testimonianza di libertà che veniva loro offerta e non hanno «promosso» un bel niente.

4. se Lei, come penso, ha visionato il filmato integrale del mio intervento, riterrà certo opera di Sua foga polemica l’avere scritto che io avrei «tessuto un ampio elogio dell’Iran degli ayatollah». In verità, ho usato il termine «Iran» due sole volte, senza giudizi di valore. Né «ampio» quindi, né «elogio». Il che, ovviamente, non toglie che, di fronte a realtà come l’attuale Stato degli Ebrei, la Repubblica Islamica dell’Iran sia un faro di luce e dignità umana.

5. vengo definito «famigerato esponente del neonazismo italiano». Ora, poiché l’aggettivo «famigerato» è sinonimo almeno di «malfamato», Le chiedo cortesemente su quale mia nefandezza Lei fondi tale termine. A mia conoscenza non sono mai stato eccepito né sanzionato, né ho mai compiuto azioni che qualunque persona ben nata possa giudicare disdicevoli.

6. l’uso del termine «neonazismo» è indebitamente polemico. Invero, non ho mai fatto parte di gruppi politici, né organizzati, né informali. La mia attività, di natura squisitamente intellettuale, è consistita nello studio, nell’analisi, nella formulazione di ipotesi e nell’arrivo a conclusioni dettate dal desiderio di allontanarmi quanto possibile dalla menzogna. Cioè, di avvicinarmi alla verità.

7. che tale volontà e l’impostazione culturale dell’intera mia vita permetta a me di definirmi «compiutamente fascista» – cioè, nazionalsocialista – non permette a Lei, ancorché spinto da interessata polemica, di definirmi «neonazista». A tale scopo, mi permetta di allegarLe la nota di apertura a quelli che Lei ha definito «enormi volumi di polemistica antisemita».

Gianantonio Valli, nato a Milano nel 1949 da famiglia valtelli­ne­se e medico-chirurgo, ha ● pubblicato saggi su l’Uomo li­be­ro e Orion; ● curato la Bibliografia della Repub­blica Sociale Italiana (19891), i saggi di Silvano Lorenzoni L’abbraccio mortale – Monoteismo ed Europa e La figura mostruosa di Cristo e la convergenza dei monoteismi, i libri di Joachim Nolywaika La Wehr­macht – Nel cuore della storia 1935-1945 (Ritter, 2003), Agostino Marsoner Gesù tra mito e storia – Decostruzione del dio incarnato (Effepi, 2009), Wilhelm Marr, La vittoria del giudaismo sul germanesimo (Effepi, 2011) e Johannes Öhquist, Il Reich del Führer (Thule Italia, 2012); ● redatto la cartografia e curato l’edizione di L’Occidente contro l’Euro­pa (Edizioni dell’Uomo libero, 19852) e Prima d’Israele (EUl, 19962) di Piero Sella, Gori­zia 1940-1947 (EUl, 1990) e La linea dell’Isonzo – Diario postumo di un soldato della RSI. Battaglione bersaglieri  volontari “Benito Mussolini” (Effepi, 2009) di Teodoro Francesconi; ● tradotto, del nazionalsocialista Gottfried Griesmayr,  Il nostro credo – Professione di fede di un giovane tedesco (Effepi, 2011).

È autore di: ● Lo specchio infranto – Mito, sto­ria, psi­co­logia della  visio­ne del mon­do elleni­ca (EUl, 1989), studio sul per­corso e il significato meta­storico di quella Welt­anschau­ung; ● Senti­men­to del fa­scismo – Ambiguità e­si­stenziale e co­eren­za poe­ti­ca di Ce­sa­re Pa­vese (Società Editrice Barbarossa, 1991), nel quale sul­la base del taccui­no «ritrova­to» evidenzia l’ade­sio­ne del­lo scrittore alla visione del mondo fasci­sta; ● Dietro il So­gno America­no – Il ruolo dell’e­braismo nella cinema­togra­fia statu­ni­ten­se (SEB, 1991), punto di partenza per un’opera di seimila pa­gine di formato normale: ● I complici di Dio - Gene­si del Mondiali­smo, edito da Effepi in DVD con volumetto nel gennaio 2009 e, corretto, in quattro volumi per 3030 pagine A4 su due colonne nel giugno 2009; ● Colori e immagini del nazionalso­cia­lismo: i Congressi Nazio­nali del Partito (SEB, 1996 e 1998), due volumi fotografici sui primi sette Reichsparteita­ge; ● Holocaustica religio – Fondamenti di un paradig­ma (Effepi, 2007, reimpostato nelle 704 pagine di Holocaustica religio – Psicosi ebraica, progetto mondialista, Effepi, 2009); ● Il prezzo della disfatta – Massacri e saccheggi nell’Europa “liberata” (Effepi, 2008); ● Schindler’s List: l’immaginazione al potere – Il cinema come strumento di rieducazione (Effepi, 2009); ● Operazione Barbarossa – 22 giugno 1941: una guerra preventiva per la salvezza dell’Europa (Effepi, 2009); ● Difesa della Rivoluzione – La repressione politica nel Ventennio fascista (Effepi, 20122); ● Il compimento del Regno – La distruzione dell’uomo attraverso la televisione (Effepi, 2009); ● La razza nel nazionalsocialismo – Teoria antropologica, prassi giuridica (in La legislazione razziale del Terzo Reich, Effepi, 2006 e, autonomo, Effepi, 2010); ● Dietro la bandiera rossa – Il comunismo, creatura ebraica (Effepi, 2010, pp. 1280); ● Note sui campi di sterminio – Immagini e statistiche (Effepi, 2010); ● L’ambigua evidenza – L’identità ebraica tra razza e nazione (Effepi, 2010, pp. 736); ● La fine dell’Europa – Il ruolo dell’ebraismo (Effepi, 2010, pp. 1360); ● La rivolta della ragione – Il revisionismo storico, strumento di verità (Effepi, 2010, pp. 680);  ● Trafficanti di sogni – Hollywood, creatura ebraica (Effepi, 2011, pp. 1360); ● Invasione – Giudaismo e immigrazione (Effepi, 2011, pp. 336); ● Il volto nascosto della schiavitù – Il ruolo dell’ebraismo (Effepi, 2012); ● L’occhio insonne – Strategie ebraiche di dominio (Effepi, 2012, pp. 604).

Ri­cono­scendosi nel solco del reali­smo pagano (visione del mondo elleno-roma­na, machiavelli­co-vichiana, nietzsche­a­na ed infine compiutamente fascista) è in radicale opposi­zio­ne ad ogni allucinazione ideo-politi­ca demoli­berale e socialcomu­nista e ad ogni allucinazione filosofi­co-reli­giosa giudaica e giudaicodiscesa. Gli sono grati spunti critico-opera­ti­vi di ascenden­za volterriana. Non ha mai fatto parte di gruppi o movimenti politici e conti­nua a ritenere preclusa ai nemici del Sistema la via della politi­ca comunemente intesa. Al contrario, considera l’assolu­ta urgenza di prese di posizione puntuali, impatteg­giabili, sul piano dell’ana­lisi storica e in­tellet­tuale.

8. e lasci perdere il termine «nazista», da Lei sbavato al posto del corretto «nazionalsocialista»! non offenda il Suo equilibrio con cadute di stile! E mi ri-cito:

Poiché le parole veicolano il pensiero e poiché ben concordiamo con Dietz Bering («le parole sono stru­menti che le società approntano per deter­mi­nati scopi; usandole, esse interpretano e formano la realtà»), con Gian Luigi Beccaria («l’agonia e la morte delle cose cammina di pari passo con l’oblio del nome che le designa») e con Guillaume Faye («le parole hanno un’importanza fonda­men­tale, come sostiene Fou­cault, costituiscono il fondamento dei concetti che a loro volta sono l’impulso semantico delle idee, motore delle azioni. Nominare e descrivere è già costruire»), i termini «nazista/na­zi­smo», e tanto più il fantapsichico «nazi» – Mode­schimpfworte, «insulti alla moda» e proto­ti­pi di ogni neolingua, coniati dai comunisti weimariani, il secondo dal demi-juif Konrad Heiden – vengono da noi sem­pre posti tra vir­go­let­te.

Ciò in quan­to non-scientifici e caricature parame­ta­fi­siche del fenomeno nazio­nal­socialista ope­ra­te dai suoi nemici radicali, vo­ca­boli disin­carnati da ogni realtà, flatus vocis desti­tuiti di riso­nanza storica. Si pensi solo, ab inversis, al risibile senso palesato dai termini democratico, libe­rale, socialista, comunista e giudeo/e­breo quando ve­nis­sero sincopati in «demati­co/demo», «li­bale/liba», «socista/so­ci», «comi­sta/comi», ed infine «udeo» e «breo» (volendo, per questo ultimo, con Voltaire, anche «bereo»). Inconsapevoli, con­corda­no con noi Joseph Si­truk Gran Rabbino di Fran­cia: «I nazisti perdono la loro umanità e non possono es­se­re più con­si­derati uomini» e l’antico assas­si­no Joseph Harmatz: «I nazisti al genere umano erano estranei». «Per la Germania del tempo di Hitler» – conclude lo storico Jacques Heers, svelando un­’ar­ma pole­mi­ca di indiscussa efficacia – «non si parla oggi se non di “nazismo”, termine dalle consonanze bizzarre, un po’ barbare, che evoca ai nostri occhi il male assoluto e carica di ogni peccato tutto quanto si vuole accusare di “nazionale”».

9. «i principali temi del discorso antisemita nazista» – così Lei definisce riduttivamente la mia opera – altro non sono che le conclusioni scaturite dalla lettura di migliaia di libri, saggi ed articoli opera dei Suoi congeneri, dai più stimabili ai più faziosi. Ripeto, migliaia, tanto che immodestamente posso ritenermi il solo goy ad essermi immerso tanto vastamente in tale pubblicistica religiosa, ideologica, psicologica, storica e politica. La Bibliografia della mia opera principale, «I complici di Dio», riporta diecimila titoli. E creda, tutti letti iuxta sua et propria principia a documentare limpidamente una visione del mondo a me radicalmente aliena. Altrettanto certo è che l’80% delle citazioni da me riportate è di fonte ebraica (chiedo venia per l’altro 20%). E mi ri-cito:

D’altra parte, se è vero che il talmudi­co Maestro Jose ci insegna che «una persona non dovrebbe mai dare a Satana l’op­portunità di aprire la boc­ca» (Bera­kot 60a) e che «non dovremmo conce­dere nes­suna misericor­dia a chi è privo di conoscenza» (Bera­kot 33a) in quan­to «senza cono­scenza, come può esservi discerni­mento?» (Berakot j 5, 2), questo – l’essere cioè privi di cono­scenza – non sembra essere il nostro caso. Ci ri­ser­viamo co­mun­que, e ci pare il minimo e accettabile perfi­no per un ebreo e per un demo­crati­co, non solo le simpatie «istintive», ma anche il giudizio su fatti, dati e interpre­tazio­ni.

Il tutto, certamente non con l’animo asettico e «distaccato» dei docenti universita­ri (per il cui conformismo, per il cui tradimento proviamo sovrano disprezzo quando non puro odio) naviganti nell’empireo dell’«obiettivi­tà», ma parva cum ira ac paululo studio (ci si conceda qualche ani­mosità: «as men schlogt dem kalten schtejn, fliht arojs a hejsser funk, quando si batte la fred­da pietra, ne vola un’ardente scintilla»). Certamente senza quella «simpatia» autovantata dal cristiano Giacomo Scarpelli verso i Fratel­li Maggio­ri. Certamente col tono «rigoro­sa­mente pole­mico» addebitato dalla consorella Pisanty agli studiosi olorevi­sionisti. Ma altret­tanto certamente senza quelle «false e viziose motivazio­ni addotte dai fascisti», i quali, profitta­to­ri dell’umana ignoranza, «bramano fuggire l’arduo destino dell’umana liber­tà» (Waldo Frank) e senza alcuna «rappre­sentazione tendenziosa, e spesse vol­te falsa e diffamato­ria» (Amos Luzzatto)­.

Ma altrettanto certamente con piede leg­giero, umo­ri­smo («l’u­mori­smo, rimedio con­tro l’ido­la­tria», vanta Moni Ova­dia… pe­raltro respingendone l’ap­plicazione alla più oscena e moderna delle idola­trie), sarcasmo e (olo-)causticità. Ma sempre senza nessu­no dei «più vili stereo­ti­pi antise­mi­ti», con serenità di giudizio e senza espressio­ni ambi­gue («chiun­que si lasci sfuggire un solo aggettivo equivocabi­le per un ten­ta­tivo di giusti­fi­care il nazismo si espone a un legittimo linciag­gio», ci conforta il big boss Paolo Mieli, direttore del Corrierone… il corsivo degli aggettivi, datane la bellezza, è nostro). In ogni caso, suaviter in modo, fortiter in re.

10. tutto ciò premesso, Le sono grato per l’inattesa pubblicità ai miei libri. Oltre che «enormi» – aggettivo peraltro intriso di una vaga carica denigratoria – gradirei che Lei usasse, per presentare in futuro le mie opere, anche termini quali «oneste», «documentatissime», «condivisibili per la massima parte, quando non del tutto».

Ringrazio Lei e il CDEC – alle cui fortune finanziarie a spese del contribuente sto partecipando coi miei interventi – per l’opportunità offertami.

Cuveglio, 29 luglio 2012, Tishà be-Av 5769

P.S. Una domanda, spero no Tish’à be-Av n violatrice di privacy. È forse Lei figlio degli autori del volume, tosto mandato al macero, Il quinto scenario, edito nel 1994 da Rizzoli, nel quale si avanza la tesi che ad abbattere l’aereo passeggeri su Ustica furono due caccia israeliani?

P.P.S. A riprova non solo della mia sete di conoscenza ma anche della mia indulgente comprensione per la capziosità dei cervelli umani, pensi che ho letto con interesse – ovviamente senz’alcuna empatia – persino l’opuscoletto liberticida dell’avvocatessa Di Cesare.

P.P.P.S. Concorderà certo con me sulla necessaria diffusione integrale in ogni sede mediatica – a mo’ di «lettera aperta» urbi et orbi – di queste mie considerazioni.

Il dott. Gianantonio Valli, autore di moltissimi testi di ricerca e approfondimento culturale, è uno dei collaboratori e autori della rivista di studi politici “L’Uomo libero” (http://www.uomolibero.com/)

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Il dott. Gianantonio Valli in Difesa della Siria,
di Bashar al-Assad e dei Popoli Liberi ,
contro il Nuovo Ordine Mondiale nemico dell’uomo

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‘Comizio neonazista a Milano

Pubblicato da: Stefano Gatti su Romaebraica.it il 26/7/2012

Sabato 14 luglio a Milano, nel centralissimo Largo Cairoli, ha avuto luogo una manifestazione a difesa della Siria degli Assad, promossa da organizzazioni arabo islamiche e movimenti estremisti di sinistra e di destra. Alla metà di giugno, gli stessi organizzatori, avevano promosso una manifestazione speculare a Roma.

Tra gli interventi milanesi ci sono stati quelli di Jamal Abo Abbas, presidente della comunità siriana in Italia, dell’ex senatore comunista Fernando Rossi, attuale leader del partito Per Il bene Comune, di monsignor Hilarion Capucci, anziano vescovo melchita coinvolto negli anni ’70 in operazioni del terrorismo palestinese e condannato per traffico clandestino di armi, e Gianantonio Valli, famigerato esponente del neonazismo italiano. Valli ha pubblicato, anche recentemente, enormi volumi di polemistica antisemita in cui ha riproposto i principali temi del discorso antisemita nazista.

Gianantonio Valli ha pronunciato il suo lungo discorso a pochi passi dal Duomo circondato da ritratti di Bashar Assad, da bandiere rosse e da quelle gialle di Hezbollah.

Il suo discorso è iniziato con un incipit in difesa della Siria di Assad presentata come: “Uno degli ultimi bastioni della libertà di tutti i popoli…Paese assediato che sta vivendo una fase di dinamismo politico…per la presenza di un multipartitismo sempre più vivace”

Ha poi detto: “Il nemico dell’uomo è il Nuovo Ordine Mondiale, il mondialismo, il cosmopolitismo… Nella linea dell’universalismo si situa il delirio giudaico di Bush… Obiettivo finale la distruzione delle nazioni e l’instaurazione di un unico governo mondiale a guida ovviamente giudaica”. Valli ha sottolineato che questo piano per il dominio del mondo è stato stilato nel ’97: “da una trentina di neoconservatori, 28 erano ebrei”

Dopo aver ricordato che scopo della ‘lobby’ è la “distruzione degli stati modernizzatori come Libia, Siria ed Iran” ed aver tessuto un ampio elogio dell’Iran degli ayatollah, ha concluso così il suo intervento: “Quella in atto è la stessa guerra che, con ben altre speranze, fu combattuta dall’Europa 70 anni fa contro gli stessi nemici gli affamatori dei popoli, allora contro le democrazie plutocratiche  reazionarie dell’Occidente oggi contro il sistema demoliberale maschera dell’alta finanza”.

Queste affermazioni sono state accompagnate da lunghi applausi e con – ripetute – urla di “Bravo!”

Milano
- http://www.romaebraica.it/comizio-neonazista-a-milano/

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Video originale pubblicato da “TheTofana
- http://www.youtube.com/watch?v=KYv-ZVYrNJk

Reloaded by Syrianpress – at http://www.youtube.com/watch?v=XkfNYVWZ2Gk

Pubblicato da SyrianFreePress.net Network per conto del dott. Gianantonio Valli

al link http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/07/30/il-dott-gianantonio-valli-reagisce-agli-attacchi-della-israel-lobby/

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Link a questa pagina:

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