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Il dott. Gianantonio Valli reagisce e risponde agli attacchi della Israel lobby

Posted: July 30th, 2012 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Israel Lobby, NWO, Sette, Sionismo, Siria, Testimonianze, Valli Gianantonio, Video | Tags: , , , , , , , | No Comments »

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Riceviamo e pubblichiamo per conto dell’autore e amico, il dott. Gianantonio Valli, un lettera in risposta alle diffamazioni e fango diffuse pubblicamente dalla Israel lobby italiana sul portale di Romaebraica.it (che riportiamo successivamente), in seguito al suo intervento durante la manifestazione a Milano in sostegno della Sira sotto attacco.

Tale setta, tramite uno dei suoi portaborse, Stefano Gatti, rappresentante di spicco del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, sovvenzionato dal governo italiano, cioe’ i contribuoenti, con 300 mila euro annui), ha cosi’ voluto sottolineare e confermare la presa di posizione e copertura ideologica e mediatica del sionismo italiano in favore del terrorismo internazionale che sta insanguinando la Siria.

Stefano Gatti ascese alla ribalta nella primavera del 2010, grazie alla signora Fiamma Nirenstein e alla sua Commissione Parlamentare sull’Antisemitismo, con la quale si pretendeva censurare e oscurare alcuni siti web italiani scomodi (soprattutto TerraSantaLibera.org e Effedieffe.com) , i quali proponevano articoli di cronaca sui crimini commessi in Palestina dall’entita’ sionista, nonche’ testi di analisi e critica culturale non graditi alla casta rabbinica.

Non potevano quindi il Gatti e il CDEC digerire l’intervento del dott. Gianantonio Valli in difesa della Siria e della liberta’ e identita’ dei popoli, ma soprattutto non poteva la setta sionista perdere un’occasione d’oro per giustificare la propria esistenza e la rapina di ben 300 mila euro annui ai danni del popolo italiano. Chissa’ se il portaborse dei portaborse, Mario Monti, tagliera’ questa spesa…

(Redazione di SyrianFreePress.net Network)

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Lettera del dott. Gianantonio Valli al:

signor Stefano Gatti,

presso CDEC, via Eupili 8, 20145, Milano

presso Comunità Ebraica Romana, largo Stefano Gaj Tachè, 00186, Roma.

“Gentile signor Stefano Gatti,

ho preso visione dello scritto comparso a Sua firma in data 26 luglio 2012, sito romaebraica.it, titolato «Comizio neonazista a Milano». Mi pregio puntualizzare:

1. la Siria, da Lei riduttivamente definita «degli Assad», è in realtà la Siria del popolo siriano, di cui è legittimo presidente il dottor Bashar al-Assad.

2. tra i promotori della manifestazione non c’erano organizzazioni «arabo islamiche» – sapiente l’uso del termine «islamiche», Lei mi capisce! – ma la Comunità siriana che si riconosce nel suo legittimo governo e difende, contro una feccia di tagliagole assassini, i legittimi interessi, morali e materiali, del popolo siriano.

3. i – da Lei definiti – «movimenti estremisti di sinistra e di destra» sono stati contattati, come pure singoli personaggi come il sottoscritto, dalla Comunità siriana. Tutti hanno aderito di buon grado alla testimonianza di libertà che veniva loro offerta e non hanno «promosso» un bel niente.

4. se Lei, come penso, ha visionato il filmato integrale del mio intervento, riterrà certo opera di Sua foga polemica l’avere scritto che io avrei «tessuto un ampio elogio dell’Iran degli ayatollah». In verità, ho usato il termine «Iran» due sole volte, senza giudizi di valore. Né «ampio» quindi, né «elogio». Il che, ovviamente, non toglie che, di fronte a realtà come l’attuale Stato degli Ebrei, la Repubblica Islamica dell’Iran sia un faro di luce e dignità umana.

5. vengo definito «famigerato esponente del neonazismo italiano». Ora, poiché l’aggettivo «famigerato» è sinonimo almeno di «malfamato», Le chiedo cortesemente su quale mia nefandezza Lei fondi tale termine. A mia conoscenza non sono mai stato eccepito né sanzionato, né ho mai compiuto azioni che qualunque persona ben nata possa giudicare disdicevoli.

6. l’uso del termine «neonazismo» è indebitamente polemico. Invero, non ho mai fatto parte di gruppi politici, né organizzati, né informali. La mia attività, di natura squisitamente intellettuale, è consistita nello studio, nell’analisi, nella formulazione di ipotesi e nell’arrivo a conclusioni dettate dal desiderio di allontanarmi quanto possibile dalla menzogna. Cioè, di avvicinarmi alla verità.

7. che tale volontà e l’impostazione culturale dell’intera mia vita permetta a me di definirmi «compiutamente fascista» – cioè, nazionalsocialista – non permette a Lei, ancorché spinto da interessata polemica, di definirmi «neonazista». A tale scopo, mi permetta di allegarLe la nota di apertura a quelli che Lei ha definito «enormi volumi di polemistica antisemita».

Gianantonio Valli, nato a Milano nel 1949 da famiglia valtelli­ne­se e medico-chirurgo, ha ● pubblicato saggi su l’Uomo li­be­ro e Orion; ● curato la Bibliografia della Repub­blica Sociale Italiana (19891), i saggi di Silvano Lorenzoni L’abbraccio mortale – Monoteismo ed Europa e La figura mostruosa di Cristo e la convergenza dei monoteismi, i libri di Joachim Nolywaika La Wehr­macht – Nel cuore della storia 1935-1945 (Ritter, 2003), Agostino Marsoner Gesù tra mito e storia – Decostruzione del dio incarnato (Effepi, 2009), Wilhelm Marr, La vittoria del giudaismo sul germanesimo (Effepi, 2011) e Johannes Öhquist, Il Reich del Führer (Thule Italia, 2012); ● redatto la cartografia e curato l’edizione di L’Occidente contro l’Euro­pa (Edizioni dell’Uomo libero, 19852) e Prima d’Israele (EUl, 19962) di Piero Sella, Gori­zia 1940-1947 (EUl, 1990) e La linea dell’Isonzo – Diario postumo di un soldato della RSI. Battaglione bersaglieri  volontari “Benito Mussolini” (Effepi, 2009) di Teodoro Francesconi; ● tradotto, del nazionalsocialista Gottfried Griesmayr,  Il nostro credo – Professione di fede di un giovane tedesco (Effepi, 2011).

È autore di: ● Lo specchio infranto – Mito, sto­ria, psi­co­logia della  visio­ne del mon­do elleni­ca (EUl, 1989), studio sul per­corso e il significato meta­storico di quella Welt­anschau­ung; ● Senti­men­to del fa­scismo – Ambiguità e­si­stenziale e co­eren­za poe­ti­ca di Ce­sa­re Pa­vese (Società Editrice Barbarossa, 1991), nel quale sul­la base del taccui­no «ritrova­to» evidenzia l’ade­sio­ne del­lo scrittore alla visione del mondo fasci­sta; ● Dietro il So­gno America­no – Il ruolo dell’e­braismo nella cinema­togra­fia statu­ni­ten­se (SEB, 1991), punto di partenza per un’opera di seimila pa­gine di formato normale: ● I complici di Dio - Gene­si del Mondiali­smo, edito da Effepi in DVD con volumetto nel gennaio 2009 e, corretto, in quattro volumi per 3030 pagine A4 su due colonne nel giugno 2009; ● Colori e immagini del nazionalso­cia­lismo: i Congressi Nazio­nali del Partito (SEB, 1996 e 1998), due volumi fotografici sui primi sette Reichsparteita­ge; ● Holocaustica religio – Fondamenti di un paradig­ma (Effepi, 2007, reimpostato nelle 704 pagine di Holocaustica religio – Psicosi ebraica, progetto mondialista, Effepi, 2009); ● Il prezzo della disfatta – Massacri e saccheggi nell’Europa “liberata” (Effepi, 2008); ● Schindler’s List: l’immaginazione al potere – Il cinema come strumento di rieducazione (Effepi, 2009); ● Operazione Barbarossa – 22 giugno 1941: una guerra preventiva per la salvezza dell’Europa (Effepi, 2009); ● Difesa della Rivoluzione – La repressione politica nel Ventennio fascista (Effepi, 20122); ● Il compimento del Regno – La distruzione dell’uomo attraverso la televisione (Effepi, 2009); ● La razza nel nazionalsocialismo – Teoria antropologica, prassi giuridica (in La legislazione razziale del Terzo Reich, Effepi, 2006 e, autonomo, Effepi, 2010); ● Dietro la bandiera rossa – Il comunismo, creatura ebraica (Effepi, 2010, pp. 1280); ● Note sui campi di sterminio – Immagini e statistiche (Effepi, 2010); ● L’ambigua evidenza – L’identità ebraica tra razza e nazione (Effepi, 2010, pp. 736); ● La fine dell’Europa – Il ruolo dell’ebraismo (Effepi, 2010, pp. 1360); ● La rivolta della ragione – Il revisionismo storico, strumento di verità (Effepi, 2010, pp. 680);  ● Trafficanti di sogni – Hollywood, creatura ebraica (Effepi, 2011, pp. 1360); ● Invasione – Giudaismo e immigrazione (Effepi, 2011, pp. 336); ● Il volto nascosto della schiavitù – Il ruolo dell’ebraismo (Effepi, 2012); ● L’occhio insonne – Strategie ebraiche di dominio (Effepi, 2012, pp. 604).

Ri­cono­scendosi nel solco del reali­smo pagano (visione del mondo elleno-roma­na, machiavelli­co-vichiana, nietzsche­a­na ed infine compiutamente fascista) è in radicale opposi­zio­ne ad ogni allucinazione ideo-politi­ca demoli­berale e socialcomu­nista e ad ogni allucinazione filosofi­co-reli­giosa giudaica e giudaicodiscesa. Gli sono grati spunti critico-opera­ti­vi di ascenden­za volterriana. Non ha mai fatto parte di gruppi o movimenti politici e conti­nua a ritenere preclusa ai nemici del Sistema la via della politi­ca comunemente intesa. Al contrario, considera l’assolu­ta urgenza di prese di posizione puntuali, impatteg­giabili, sul piano dell’ana­lisi storica e in­tellet­tuale.

8. e lasci perdere il termine «nazista», da Lei sbavato al posto del corretto «nazionalsocialista»! non offenda il Suo equilibrio con cadute di stile! E mi ri-cito:

Poiché le parole veicolano il pensiero e poiché ben concordiamo con Dietz Bering («le parole sono stru­menti che le società approntano per deter­mi­nati scopi; usandole, esse interpretano e formano la realtà»), con Gian Luigi Beccaria («l’agonia e la morte delle cose cammina di pari passo con l’oblio del nome che le designa») e con Guillaume Faye («le parole hanno un’importanza fonda­men­tale, come sostiene Fou­cault, costituiscono il fondamento dei concetti che a loro volta sono l’impulso semantico delle idee, motore delle azioni. Nominare e descrivere è già costruire»), i termini «nazista/na­zi­smo», e tanto più il fantapsichico «nazi» – Mode­schimpfworte, «insulti alla moda» e proto­ti­pi di ogni neolingua, coniati dai comunisti weimariani, il secondo dal demi-juif Konrad Heiden – vengono da noi sem­pre posti tra vir­go­let­te.

Ciò in quan­to non-scientifici e caricature parame­ta­fi­siche del fenomeno nazio­nal­socialista ope­ra­te dai suoi nemici radicali, vo­ca­boli disin­carnati da ogni realtà, flatus vocis desti­tuiti di riso­nanza storica. Si pensi solo, ab inversis, al risibile senso palesato dai termini democratico, libe­rale, socialista, comunista e giudeo/e­breo quando ve­nis­sero sincopati in «demati­co/demo», «li­bale/liba», «socista/so­ci», «comi­sta/comi», ed infine «udeo» e «breo» (volendo, per questo ultimo, con Voltaire, anche «bereo»). Inconsapevoli, con­corda­no con noi Joseph Si­truk Gran Rabbino di Fran­cia: «I nazisti perdono la loro umanità e non possono es­se­re più con­si­derati uomini» e l’antico assas­si­no Joseph Harmatz: «I nazisti al genere umano erano estranei». «Per la Germania del tempo di Hitler» – conclude lo storico Jacques Heers, svelando un­’ar­ma pole­mi­ca di indiscussa efficacia – «non si parla oggi se non di “nazismo”, termine dalle consonanze bizzarre, un po’ barbare, che evoca ai nostri occhi il male assoluto e carica di ogni peccato tutto quanto si vuole accusare di “nazionale”».

9. «i principali temi del discorso antisemita nazista» – così Lei definisce riduttivamente la mia opera – altro non sono che le conclusioni scaturite dalla lettura di migliaia di libri, saggi ed articoli opera dei Suoi congeneri, dai più stimabili ai più faziosi. Ripeto, migliaia, tanto che immodestamente posso ritenermi il solo goy ad essermi immerso tanto vastamente in tale pubblicistica religiosa, ideologica, psicologica, storica e politica. La Bibliografia della mia opera principale, «I complici di Dio», riporta diecimila titoli. E creda, tutti letti iuxta sua et propria principia a documentare limpidamente una visione del mondo a me radicalmente aliena. Altrettanto certo è che l’80% delle citazioni da me riportate è di fonte ebraica (chiedo venia per l’altro 20%). E mi ri-cito:

D’altra parte, se è vero che il talmudi­co Maestro Jose ci insegna che «una persona non dovrebbe mai dare a Satana l’op­portunità di aprire la boc­ca» (Bera­kot 60a) e che «non dovremmo conce­dere nes­suna misericor­dia a chi è privo di conoscenza» (Bera­kot 33a) in quan­to «senza cono­scenza, come può esservi discerni­mento?» (Berakot j 5, 2), questo – l’essere cioè privi di cono­scenza – non sembra essere il nostro caso. Ci ri­ser­viamo co­mun­que, e ci pare il minimo e accettabile perfi­no per un ebreo e per un demo­crati­co, non solo le simpatie «istintive», ma anche il giudizio su fatti, dati e interpre­tazio­ni.

Il tutto, certamente non con l’animo asettico e «distaccato» dei docenti universita­ri (per il cui conformismo, per il cui tradimento proviamo sovrano disprezzo quando non puro odio) naviganti nell’empireo dell’«obiettivi­tà», ma parva cum ira ac paululo studio (ci si conceda qualche ani­mosità: «as men schlogt dem kalten schtejn, fliht arojs a hejsser funk, quando si batte la fred­da pietra, ne vola un’ardente scintilla»). Certamente senza quella «simpatia» autovantata dal cristiano Giacomo Scarpelli verso i Fratel­li Maggio­ri. Certamente col tono «rigoro­sa­mente pole­mico» addebitato dalla consorella Pisanty agli studiosi olorevi­sionisti. Ma altret­tanto certamente senza quelle «false e viziose motivazio­ni addotte dai fascisti», i quali, profitta­to­ri dell’umana ignoranza, «bramano fuggire l’arduo destino dell’umana liber­tà» (Waldo Frank) e senza alcuna «rappre­sentazione tendenziosa, e spesse vol­te falsa e diffamato­ria» (Amos Luzzatto)­.

Ma altrettanto certamente con piede leg­giero, umo­ri­smo («l’u­mori­smo, rimedio con­tro l’ido­la­tria», vanta Moni Ova­dia… pe­raltro respingendone l’ap­plicazione alla più oscena e moderna delle idola­trie), sarcasmo e (olo-)causticità. Ma sempre senza nessu­no dei «più vili stereo­ti­pi antise­mi­ti», con serenità di giudizio e senza espressio­ni ambi­gue («chiun­que si lasci sfuggire un solo aggettivo equivocabi­le per un ten­ta­tivo di giusti­fi­care il nazismo si espone a un legittimo linciag­gio», ci conforta il big boss Paolo Mieli, direttore del Corrierone… il corsivo degli aggettivi, datane la bellezza, è nostro). In ogni caso, suaviter in modo, fortiter in re.

10. tutto ciò premesso, Le sono grato per l’inattesa pubblicità ai miei libri. Oltre che «enormi» – aggettivo peraltro intriso di una vaga carica denigratoria – gradirei che Lei usasse, per presentare in futuro le mie opere, anche termini quali «oneste», «documentatissime», «condivisibili per la massima parte, quando non del tutto».

Ringrazio Lei e il CDEC – alle cui fortune finanziarie a spese del contribuente sto partecipando coi miei interventi – per l’opportunità offertami.

Cuveglio, 29 luglio 2012, Tishà be-Av 5769

P.S. Una domanda, spero no Tish’à be-Av n violatrice di privacy. È forse Lei figlio degli autori del volume, tosto mandato al macero, Il quinto scenario, edito nel 1994 da Rizzoli, nel quale si avanza la tesi che ad abbattere l’aereo passeggeri su Ustica furono due caccia israeliani?

P.P.S. A riprova non solo della mia sete di conoscenza ma anche della mia indulgente comprensione per la capziosità dei cervelli umani, pensi che ho letto con interesse – ovviamente senz’alcuna empatia – persino l’opuscoletto liberticida dell’avvocatessa Di Cesare.

P.P.P.S. Concorderà certo con me sulla necessaria diffusione integrale in ogni sede mediatica – a mo’ di «lettera aperta» urbi et orbi – di queste mie considerazioni.

Il dott. Gianantonio Valli, autore di moltissimi testi di ricerca e approfondimento culturale, è uno dei collaboratori e autori della rivista di studi politici “L’Uomo libero” (http://www.uomolibero.com/)

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Il dott. Gianantonio Valli in Difesa della Siria,
di Bashar al-Assad e dei Popoli Liberi ,
contro il Nuovo Ordine Mondiale nemico dell’uomo

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‘Comizio neonazista a Milano

Pubblicato da: Stefano Gatti su Romaebraica.it il 26/7/2012

Sabato 14 luglio a Milano, nel centralissimo Largo Cairoli, ha avuto luogo una manifestazione a difesa della Siria degli Assad, promossa da organizzazioni arabo islamiche e movimenti estremisti di sinistra e di destra. Alla metà di giugno, gli stessi organizzatori, avevano promosso una manifestazione speculare a Roma.

Tra gli interventi milanesi ci sono stati quelli di Jamal Abo Abbas, presidente della comunità siriana in Italia, dell’ex senatore comunista Fernando Rossi, attuale leader del partito Per Il bene Comune, di monsignor Hilarion Capucci, anziano vescovo melchita coinvolto negli anni ’70 in operazioni del terrorismo palestinese e condannato per traffico clandestino di armi, e Gianantonio Valli, famigerato esponente del neonazismo italiano. Valli ha pubblicato, anche recentemente, enormi volumi di polemistica antisemita in cui ha riproposto i principali temi del discorso antisemita nazista.

Gianantonio Valli ha pronunciato il suo lungo discorso a pochi passi dal Duomo circondato da ritratti di Bashar Assad, da bandiere rosse e da quelle gialle di Hezbollah.

Il suo discorso è iniziato con un incipit in difesa della Siria di Assad presentata come: “Uno degli ultimi bastioni della libertà di tutti i popoli…Paese assediato che sta vivendo una fase di dinamismo politico…per la presenza di un multipartitismo sempre più vivace”

Ha poi detto: “Il nemico dell’uomo è il Nuovo Ordine Mondiale, il mondialismo, il cosmopolitismo… Nella linea dell’universalismo si situa il delirio giudaico di Bush… Obiettivo finale la distruzione delle nazioni e l’instaurazione di un unico governo mondiale a guida ovviamente giudaica”. Valli ha sottolineato che questo piano per il dominio del mondo è stato stilato nel ’97: “da una trentina di neoconservatori, 28 erano ebrei”

Dopo aver ricordato che scopo della ‘lobby’ è la “distruzione degli stati modernizzatori come Libia, Siria ed Iran” ed aver tessuto un ampio elogio dell’Iran degli ayatollah, ha concluso così il suo intervento: “Quella in atto è la stessa guerra che, con ben altre speranze, fu combattuta dall’Europa 70 anni fa contro gli stessi nemici gli affamatori dei popoli, allora contro le democrazie plutocratiche  reazionarie dell’Occidente oggi contro il sistema demoliberale maschera dell’alta finanza”.

Queste affermazioni sono state accompagnate da lunghi applausi e con – ripetute – urla di “Bravo!”

Milano
- http://www.romaebraica.it/comizio-neonazista-a-milano/

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Video originale pubblicato da “TheTofana
- http://www.youtube.com/watch?v=KYv-ZVYrNJk

Reloaded by Syrianpress – at http://www.youtube.com/watch?v=XkfNYVWZ2Gk

Pubblicato da SyrianFreePress.net Network per conto del dott. Gianantonio Valli

al link http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/07/30/il-dott-gianantonio-valli-reagisce-agli-attacchi-della-israel-lobby/

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Link a questa pagina:

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Karol Katz primo santo frankista?

Posted: February 2nd, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Frankismo, Marranesimo, Poteri Occulti, Sette | No Comments »

WOJTYLA  SANTO ?

da: http://poteriocculti.mastertopforum.biz/


Questa lettera aperta del dott. Hamer a Papa Benedetto XVI riassume chiaramente 30 anni di storia della Medicina Germanica e non solo svelando diversi segreti.
Nel testo originale ci sono anche le foto che ben illustrano il testo.

http://universitetsandefjord.com/index.php?option=com_content&view=article&id=107:dr-hamer-an-seine-heiligkeit&catid=50:korrespondenz-2011&Itemid=132

Dr.med.Mag.theol. Ryke Geerd Hamer

19 gennaio 2011

a Sua Santità Papa Benedetto XI

Palazzo Apostolico
00120 Città del Vatticano

Lettera aperta !

Sua Santità, Papa Benedetto XVI – alias Joseph Ratzinger,
Il Suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II verrà dichiarato beato a Maggio.
Le consiglio di prendere le distanze da tutto ciò.
La mia motivazione sarà il più semplice possibile:
Il 18 agosto 1978 mio figlio Dirk è stato ferito mortalmente dal Principe ebreo-italiano Vittorio Emanuele di Savoia (del casato ebreo Sachsen-Coburg e Gotha e membro della loggia segreta P2) con 2 colpi che durante un litigio aveva sparato intenzionalmente al dottor Nicola Pende, ma che avevano mancato il bersaglio colpendo un’altra barca dove dormiva Dirk.
Il Pricipe firmò a dire il vero una ammissione di colpevolezza che però in seguito ritrattò.
Il 7 dicembre 1978 Dirk morì dopo 19 operazioni a causa delle gravi ferite causate dalle pallottole del Principe.
Foto del funerale di Dirk
Il 18 maggio 1982 la corte suprema francese (Cour de cassation) giudicò che il Principe doveva essere accusato di omicidio intenzionale. Ma però non successe nulla.

L’agenzia stampa italiana ANSA pubblicò nel 1983 a Bonn la notizia del procuratore generale di Bastia che tutte le indagini del futuro processo contro il figlio del dell’ex Rè d’Italia sarebbero state inquinate dal primo giorno dai collaboratori, amicie corrotti della “mafia reale”.

Questa notizia fu riportata anche in quasi tutti i quotidiani italiani.
In un procedimento di revisione successivo nel 1991 un tribunale rabbinico di Parigi (giudici: Colomb, David, Jordan) condannò Vittorio Emanuele solamente per porto abusivo di armi a 6 mesidi carcere con la condizionale.

Quindi 13 anni dopo la morte di Dirk il Principe Vittorio E. di Savoia viene discolpato dalla accusa di “omicidio intenzionale” sebbene le prove degli esperti di balistica abbiano determinato esattamente la posizione da cui furono sparati i colpi che coincideva esattamente con la posizione del Principe.

Il proiettile che fu estratto a Dirk non fu analizzato e l’arma sparì già dopo pochi anni dopo l’incidente dalla camera di sicurezza del presidio della polizia francese.
Il giudice costruì un “dubium” (“in dubio pro reo”) che cioè ci fosse un secondo tiratore (rimasto sconosciuto), che i 30 testimoni presenti non avrebbero visto.
Il 16 ottobre 1978, mentre Dirk stava ancora lottando con la morte, Karol Wojtyla venne eletto Papa.
Il 7 dicembre 1978 Dirk morì tra le mie braccia.
Nonostante questo delitto il Suo predecessore Giovanni Paolo II augurò all’attentatore, Principe di Savoia, che ha sulla coscienza la vita di mio figlio, di poterlo accogliere presto in piazzaS. Pietro come Rè d’Italia.
Nel maggio del 1981 anche Karol Wojtyla viene colpito e ferito gravemente da Mehmet Alì Agca.
Egli però ha lasciato in prigione per 19 anni il suo attentatore – nonostante fosse sopravvissuto – prima di perdonarlo generosamente.
Ma il peggio deve ancora arrivare:
Io stesso mi sono ammalato, dopo la morte di mio figlio, di tumore ad un testicolo. E siccome fino a quel momento non ero mai stato seriamente ammalato, mi sono chiesto se la morte di Dirk non vic’entrasse qualcosa.

Esaminai (nel luglio del 1981) 200 pazienti e scoprìi che il cancro si forma effettivamente da un evento choc che chiamai DHS (Dirk Hamer Syndrom). Anche mia moglie fece le stesse ricerche e constatazioni in una clinica italiana.
In ottobre del 1981 consegnai le mie scoperte presso la mia Università di Tübingen come tesi di abilitazione (1° e 2° legge biologica) e la comunicai anche pubblicamente sulla Report-Monaco e sulla RAI italiana.
Queste sono state confermate nel 2005 anche dal prof, israeliano Joav Merrick della Ben Gurion University di Beer Sheva, Israele, in uno studio scientifico:
“Le prime 2 tesi fondamentali del lavoro di Hamer, cioè la psicosomatica “legge ferrea del cancro” (1° “legge”) e il principio di conversione da patogenesi a salutogenesi (2° “legge”)sono da ritenersi, in tutta la medicina odierna, come valide.
(The Scientific World Journal, VOL: 5, p. 93-102, 20050128)
Karol Wojtyla aveva già perso 7 chili di peso dall’attentato (come si poteva facilmente vedere). Sapevo cosa questo significasse e volevo aiutarlo con la mia scoperta. E così mia moglie, la dott.ssa Sigrid Hamer, portò la mia tesi di abilitazione a Josef Ratzinger, che già soggiornava a Roma, insieme alla richiestadi promuovere una verifica accurata. Ma non successe nulla.
In dicembre 1981 mia moglie si recò per la terza volta dal Cardinale Ratzinger, “l’Aslatus” del nuovo Papa e chiese di riavere indietro il lavoro dato che il Papa evidentemente non voleva fare nessuna verifica nella clinica papale Gemelli. Viene detto però a mia moglie per tre volte che il Santo Padre sarebbe ancora impegnato nella lettura. Ora – la tesi si trova ancora oggiin Vaticano.
Nel luglio 1982 il Papa aveva già perso 20 chili di peso. Doveva ormai sapere, leggendo, che aveva un cancro. E così fu operato per cancro all’intestino crasso. Ma si mascherò il tutto lasciando trapelare ufficialmente che non era un cancro (ridicolo – con 20 kg di perdita di peso!!).
Il mondo tira un sospiro di sollievo: Papa Giovanni Paolo II (72) non ha, secondo il portavoce del Vaticano Joaquin Navarro Valls “nessun inizio di cancro”. Tuttavia, il tumore che gli è stato asportato dall’intestino, avrebbe avuto “una piccola quantità di cellule, che iniziavano a diventare maligne.”
Egli si è fatto curare quindi secondo la mia Medicina Germanica con successo del 100%: solo operazione chirurgica, niente chemioterapia, niente morfina – e dopo 2 mesi era di nuovo sano.

Come si fa del resto con tutti i pazienti ebrei.
Secondo una pubblicazione della ambasciata israeliana a Berlino, gli ebrei in Israele hanno una mortalità da cancro di meno dell’ 1%.
Ma adesso arriva il più grande crimine della Chiesa della storia:
Papa Giovanni Paolo II ha constatato dalla lettura della mia tesi e dalla esperienza diretta, del trattamento avuto secondo la Medicina Germanica sulla propria pelle, che essa è esatta.
Ciò nonostante egli lascia freddamente che i pazienti di tutto il mondo – in malafede – muoiano letteralmente di chemio e morfina.
Inoltre un Padre della scuola cattolica di Freiburg gli aveva scritto una lettera personale:
(…) Io stesso ho preso contatto, per via di una grave malattia, con il sig. dott. Hamer ed ho provato sul mio corpo gli effetti positivi della sua scoperta. Questa esperienza non intendo tenerla per me. Per questo Le scrivo, perché sono convinto che il dott. Hamer La possa aiutare se Lei lo desidera. Lui stesso sa di questa lettera e mi ha comunicato la sua disponibilità. Sua Santità, c’è ancora molto da dire di lui e la sua scoperta, ma non mi dilungo oltre. (…)
Nel 2005 venni rinchiuso in Francia nel più duro carcere d’Europa (Fleury-Mèrogis) e condannato a 3 anni di reclusione dal Gran Rabbino Supremo di Francia, Francois Bessy (Capo di 10 scuole talmudiche a Aix les Bains), perché 12 anni prima 4 pazienti, che non conoscevo, poco prima di morire di chemio avevano letto i miei libri e sono morti lo stesso. Il vero motivo era però che avrei dovuto firmare la cessione di tutti i diritti della Medicina Germanica per uso esclusivo dei rabbini – cosa che naturalmente rifiutai.
L’8 aprile 2006 (2005 ?) vidi in televisione dalla mia cella la trasmissione delle esequie del defunto Papa. Quando la salma fu portata nella cripta il reporter televisivo (ufficiale) e portavoce del governo, nel 1°programma disse letteralmente:

“a dire il vero il Papa non era proprio un Polacco, ma un ebreo. Entrambi i suoi genitori erano ebrei ungheresi (Attila e Emilia Kaczorowski = Katz – Gatto). Ma è stato meglio così. Per questo i rapporti della chiesa cattolica con Israele sono stati così cordiali”.
Credetti di scoppiare sulla sedia. Ciò che avevo sempre sospettato veniva confermato ufficialmente e pubblicamente.
Già nel 1986 avevo saputo che il Rabbino di più alto rango del mondo di allora, Menachem Schneerson, insieme ai suoi medici ebrei, aveva fatto esaminare le mie scoperte, se fossero scientificamente giuste ed aveva constatato che era così.

Allora M. Schneerson annunciò a tutti i Rabbini del mondo che dovevano curare sé stessi e i loro pazienti secondo queste scoperte, ma che dovevano tenerle segrete per i non ebrei.
Da quel momento venni perseguitato dalla stampa e da tutti i media (anche diversi attentati), calunniato e cacciato – con l’aiuto di tutti i complici: medici, professori, università, autorità, giuristi, tribunali, ecc. – i cui rappresentanti evidentemente appartengono tutti ad una “certa comunità di fede.”
Nessuna meraviglia, se il Papa era ebreo, che egli non abbia mosso un dito.
Quando il principe nel 2006 venne arrestato e rinchiuso in prigione per una settimana per essere implicato in sporchi affari di giochi clandestini e truffe, nonché sfruttamento della prostituzione, ha ammesso lì la sua colpevolezza per la morte di Dirk (in un colloquio – intercettato -in cella con il suo coinquilino) ed ha confessato di aver preso in giro la giustizia francese. Questo significa che il tribunale di Rabbini (Colomb, David e Jordan) è stato una farsa, una truffa.

Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo Re d’Italia, secondo notizie delle autorità italiane, ha preso in giro la giustizia francese durante il processo per la morte di uno studente tedesco 28 anni fa. Questa rivelazione è stata fatta(mentre veniva intercettato) dal nobile,di recente agli arresti, al suo compagno di cella, ha reso noto il giudice delle indagini preliminari di Potenza, Rocco Pavese.
“Avevo torto, ma devo dire che li ho corrotti tutti” ha detto il Principe che nel frattempo è stato scarcerato, secondo il comunicato del giudice delle indagini.
Nessuna meraviglia quindi che il Principe ebreo di Savoia non sia mai stato condannato.
Nel libro di Israel Shahak (storia degli ebrei, religione ebraica) si legge quanto segue:
(Lühe Verlag, ISBN: IS-92 6328-25-8 ), capit. assassinio e genocidio, pag. 140:
“Se la vittima é un non ebreo la situazione è completamente diversa. Un ebreo che uccide un non ebreoè colpevole solamente di aver commesso un peccato contro “la legge celeste” che però non è punibile da un tribunale. Provocare la morte indirettamente di un non ebreo non è nemmeno un peccato.”
Però una chiesa che si lascia guidare da criminali della storia si è già squalificata. Questa Shoha ai danni dei non ebrei – e quale ruolo il Vaticano ha avuto in questa faccenda – sarà presto fiutabile, come è già successo per tutta la pedofilia nella Sua istituzione.
La prego, non finga adesso stupore o inconsapevolezza.
Lei era l’uomo di fiducia del Suo amico ebreo Karol Wojtyla.
Lei sapeva e sa tutto!
La questione è solamente questa:
Vuole adesso continuare così oppure ha il coraggio e di porre fine a questo Holoschächt*– il più grande crimine della storia??
In questo senso
Dottor Hamer

Fonte: http://poteriocculti.mastertopforum.biz/export.php?mode=txt&t=2579

Fonte in PDF (1 Mega) di questa lettera aperta (in lingua originale tedesca)

PS.
Anche in merito al miracolo – che la suora Marie Simon-Pierre sarebbe guarita dal Parkinson 2 mesi dopo la morte di Giovanni Paolo II – (ma che avrebbe avuto una ricaduta, secondo fonti di agenzie stampa) c’è una spiegazione semplice, secondo la Medicina Germanica:
Il cosiddetto morbo di Parkinson (tremore, tremito, per lo più delle mani) è una crisi epilettica all’interno di una fase di guarigione di un conflitto motorio, di non poter trattenere o non aver potuto trattenere (la madre, il padre, la nonna, ecc). Se un tale conflitto viene definitivamente risolto, allora il Parkinson scompare.
Io ne ho già visto molti di questi “guariti” provvisori o definitivi. Ma di “miracoloso” qui non c’è nulla, solo leggi biologiche naturali, come le descrive la Medicina Germanica – che si basa solo su 5 leggi biologiche della natura.

*(schächten = sacrificio rituale ebraico, Holo = in questo caso di masse, ndt)