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Bossi: “Era tutto preparato, è un Paese di m…

Posted: April 24th, 2012 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Complotti, Lega Nord, Politica Italiana, Poteri Occulti | Tags: , , | No Comments »

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Tre procure insieme non si era mai visto, qualcosa non quadra…

Como, 24 apr. (TMNews) – Per Umberto Bossi le inchieste che riguardano la Lega sono “preparate”.

Parlando a un comizio a Como, Bossi in un passaggio ha detto: “Poi, che non sia tutto preparato… Mah. Basta vedere. Tre procure insieme, non si era mai visto. Napoli, Reggio Calabria, Milano si mettono insieme per vedere le cose dentro la Lega. Figurati un po’”.

“Evidentemente – ha aggiunto – qualcosa non quadra… oppure è un Paese di merda. Paese in cui a Reggio Calabria avanzano il tempo di pensare alle beghe della Lega, con tutta la mafia che hanno. Questa roba puzza”.

“Adesso dicono – ha detto poco prima riferendosi, senza nominarlo, all’ex tesoriere Francesco Belsito – che era legato alla ‘ndrangheta, ma allora i servizi segreti che ci stanno a fare? Possibile che nessuno si sia sentito in dovere di dire cambia l’amministratore? Invece tutti zitti zitti. E’ chiaro che uno pensa che l’han tenuto dentro per fare pasticci, non potendo agganciare me”.

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Link originalea TMNews – Agenzia Giornalistica Multicanale

Reloaded by EspeditoGonzales

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Italiani, codardi inutili e schiavi: Mario Monti ha vinto! – Merlino (Movimento della Rete) fuori dai denti – (7 Video)

Posted: March 6th, 2012 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Appelli, Archivio generale, Complotti, Denunce, Guerra finanaziaria, Massoneria, Merlino, Movimento della Rete, NWO, Poteri Occulti, Resistenza, Ribellioni popolari, Usura & Usurocrazia, Video | Tags: , , , , , | No Comments »

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Merlino: Movimento della Rete

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Disobbedienza Civile! Civil disobedience! Desobediencia Civil!

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Gli italiani sono inutili e schiavi Mario Monti ha vinto!

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Italiani PIZZA MAFIA E MANDOLINO..Antonio Pappalardo che fine ha fatto?

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Governo massone delle Banche-Riunione di gabinetto

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Signoraggio Bancario Un enorme truffa

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MOVIMENTO DELLA RETE manifestazione del 25 marzo 2012

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Giorgio Napolitano, Mario Monti, il Mercato delle Armi, la Germania gode!

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Terra Santa Libera Network
supporta Mauro Merlino ed il Movimento della Rete

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Published by TerraSantaLibera.org

at http://terrasantalibera.wordpress.com/2012/03/06/gli-italiani-sono-inutili-e-schiavi-mario-monti-ha-vinto-merlino-movimento-della-rete-fuori-dai-denti-video/

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Reloaded by Espedito Gonzales

at http://espeditogonzales.altervista.org/2012/03/06/italiani-codardi-inutili-e-schiavi-mario-monti-ha-vinto-%e2%80%93-merlino-movimento-della-rete-fuori-dai-denti-%e2%80%93-6-video/

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Obama, la guerra finanziaria e l’eliminazione di Dominique Strauss-Kahn

Posted: May 28th, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Complotti, Guerra finanaziaria, Poteri Occulti | No Comments »

Obama, la guerra finanziaria

e l’eliminazione di Dominique Strauss-Kahn

di Thierry Meyssan – 26/5/011

DSK, lo zimbello della farsa.

Non si può capire la caduta di Dominique Strauss-Kahn senza inserirlo nel contesto del progetto che incarnava la creazione di una nuova valuta di riserva internazionale, in programma per oggi 26 maggio 2011. Paradossalmente, un progetto atteso dagli stati emergenti, come pure dalla finanza apolide, ma rifiutata dai complesso militar-industriale israelo-statunitense. Thierry Meyssan alza il velo sul colpo di mano di Obama, per non dovere mantenere gli impegni assunti.

I francesi hanno assistito con stupore all’arresto negli Stati Uniti del loro leader politico più popolare, Dominique Strauss-Kahn. L’ex ministro dell’Economia, l’uomo che era diventato l’alto funzionario più pagato del mondo (stipendio base annuo, bonus esclusi e spese: 461510 USD) e che era sul punto, si diceva, di avvicinarsi alla presidenza della Repubblica. Questa personalità calorosa, nota per il suo appetito a tavola e a letto, a volte accusato di fare politica con dilettantismo mentre amava prendere del tempo per godersi la vita, è accusato di aver violentato selvaggiamente una cameriera in un albergo di Manhattan.

Per sei giorni, il francesi sono rimasti attaccati ai loro teleschermi a guardare inebetiti l’accanimento giudiziaria nei confronti un uomo che erano abituati a considerare come il rimedio possibile, dopo il disastroso quinquennio di Nicolas Sarkozy. La sua caduta è stata anche la fine delle loro illusioni.

Lo spettacolo di questo destino spezzato assomiglia a una tragedia greca. Il detto romano “Arx tarpeia Capitoli proxima” torna sulle labbra: la Rupe Tarpea, dove i condannati a morte venivano lanciati nel vuoto, era così vicina al Campidoglio, luogo simbolo del potere e degli onori.

Indipendentemente da ogni considerazione sulla sua innocenza o colpevolezza, il maltrattamento di una simile elevata personalità non può che causare ansia tra i semplici cittadini: se questi non riescono a difendersi, come possiamo sperare di farlo se fossimo accusati noi come lui?

Ascesa e caduta

Ma i francesi sono un popolo politicizzato, nutrito dalle lezioni di Machiavelli, senza averlo mai letto, si sono affrettati a mettere in discussione la fondatezza delle accuse contro il loro concittadino, DSK. Il 57% di loro, secondo i sondaggi, non crede a questa sordida storia che i media statunitensi si dilettano a raccontare. Alcuni hanno cominciato a immaginare gli scenari di possibili manipolazioni, mentre altri si chiedevano “Cui bono?” (A chi giova?).

In questo gioco, il primo nome che viene in mente è quello di Nicolas Sarkozy. Come non pensare a quando ci si ricorda che è diventato presidente presentando una denuncia contro il suo principale rivale, Dominique de Villepin, e trascinandolo in un caso rocambolesco di documenti falsi. Allora perché non un nuovo complotto per far fuori un nuovo concorrente?

E non importa che i due uomini avevano bisogno l’uno dell’altro per preparare i prossimi vertici internazionali, né che erano entrambi asserviti al Signore Supremo degli Stati Uniti. Sappiamo che i peggiori crimini richiedono il sangue di amici o meglio, dei parenti.

Inoltre, i francesi ignorano i legami di DSK [1], come hanno ignorato quelli di Nicolas Sarkozy, quando l’hanno eletto [2]. Mai la stampa li aveva informati che negli anni ’90, durante la sua traversata del deserto politico, è stato assunto come professore alla Stanford University da una certa Condoleezza Rice. Non sapevano che lui e i suoi luogotenenti Pierre Moscovici e Jean-Christophe Cambadelis erano responsabili del finanziamento del partito socialista e della Fondation Jean-Jaurès dal National Endowment for Democracy la facciata legale della CIA [3]. Non hanno seguito i suoi numerosi lavori e contratti con i think tank atlantisti, la German Marshall Fund of the United States [4] o il Bilderberg Group [5]. In definitiva, non sanno nulla del suo impegno per l’integrazione della Francia e dell’Europa in un mercato unico transatlantico, dominato dagli Stati Uniti.

I francesi non conoscevano i suoi stretti legami con Israele. Guidava, in seno al Partito Socialista il Circolo Blum, dal nome di un ex primo ministro ebraico. Questa discreta e potente lobby sorveglia, lontano dalla scena politica, tutti coloro che vorrebbero contestare il progetto sionista. Così fa cadere delle teste, come il politologo Pascal Boniface, che ha evidenziato carattere elettoralmente controproducente del supporto a Tel Aviv, in un paese dove il 10% della popolazione è di cultura araba. DSK ne se cache pourtant pas. DSK non copre ancora. Afferma senza mezzi termini: “Credo che ogni ebreo della diaspora e della Francia dovrebbe fornire un aiuto a Israele. É perciò importante che gli ebrei si assumano delle responsabilità politiche. Insomma, nelle mie funzioni e nella mia vita quotidiana, attraverso tutte le mie azioni, cerco di apportare la mia modesta pietra all’edificio di Israele“. Strano per qualcuno che è in corsa per la presidenza francese. Poco importa, è così gioviale.

Tuttavia, nulla è stato risparmiato a Dominique Strauss-Khan e a coloro che lo amano: mentre lui è stato posto in custodia cautelare, poi in detenzione, senza aver mai la possibilità di parlare, il Procuratore di New York ha fatto distribuire ai media un atto d’accusa dettagliato.

Vi si legge la descrizione freddamente clinica dei reati imputati: “L’imputato ha tentato di avere, con la forza, sesso orale e anale con una terza persona; l’imputato ha cercato, con la forza, di avere rapporti vaginali con una terza persona, l’imputato ha forzato una terza persona a un contatto sessuale; l’imputato rapito una terza persona; l’imputato ha costretto una terza persona al contatto sessuale senza consenso; l’imputato ha intenzionalmente e senza giustificati motivi, toccato i genitali ed altre parti intime di una terza persona, al fine di umiliare la persona e abusare di lei, e al fine di soddisfare i desideri sessuali dell’accusato.
Questi crimini sono stati commessi nelle seguenti circostanze: Il sottoscritto dichiara di essere stato informato da qualcuno conosciuto dall’ufficio del procuratore che l’ha accusato di 1) aver chiuso la porta della stanza e impedito la denunciante di lasciare questa sala, 2) di essersi seduto sul petto della denunciante, senza il suo consenso, 3) ha cercato di rimuovere con la forza i collant di questa persona e di toccarle i genitali con la forza, 4) costretto la bocca della denunciante a toccare il suo pene per due volte, 5) aver commesso questi atti usando la forza fisica.

Tutto questo sventolato per giori sul telegiornale delle 20h, con grande dettaglio, sotto gli occhi spalancati di genitori che rientrano dal lavoro, e di fronte a bambini terrorizzati che abbassano il loro naso sul loro piatto di minestra.

Lo shock culturale

Nessuno sa chi è il più traumatizzato: l’economista brillante che avrebbe salvato l’umanità dalla crisi finanziaria, viene improvvisamente ridotto al rango di criminale infame, o le persone che aspiravano al riposo e stavano pensando a scegliere un leader, e si vedono costrette ad osservare ancora una volta la violenza degli Stati Uniti.

A questo proposito, i francesi sono in cerca della scuse al sistema giuridico anglo-sassone che scoprono. Certo, avevano già visto queste parodie di giustizia nella serie televisiva, ma non hanno mai pensato che ciò fosse vero. E il sistema extragiudiziale, Guantanamo e le prigioni segrete, di cui non hanno mai voluto saperne. Alcuni commentatori hanno tentato di spiegare la durezza della polizia e del primo giudice come il desiderio di trattare allo stesso modo i potenti e i deboli. Eppure, tutti hanno letto le opere di famosi sociologi che dimostrano che in questo sistema iniquo il denaro regna, e la giustizia è di classe.

I francesi, inoltre, hanno accettato acriticamente le critiche anglo-sassone. Tutto questo è colpa della stampa francese, si poteva leggere, che non ha mai indagato sulla vita sessuale sfrenata di Strauss-Kahn, in nome del rispetto della sua privacy. Tuttavia, continuano i puritani, colui che seduce apertamente le donne, e anche la stampa, a volte sbandano, è un potenziale stupratore. “Chi ruba un uovo, ruba un bue!“. Sulla copertina, Time Magazine presenta DSK e altri come lui, come un maiale. Nessuno ha rilevato che l’imputato era il direttore del FMI a Washington, da 3 anni senza che la stampa anglosassone, che impartisce lezioni, abbia indagato sui suoi presunti vizi occulti.

L’accusa aveva aperto il sospetto, tutti si ricordano, ma un pò più tardi, che nel 2002 DSK aveva cercato di abusare una bella giornalista, Tristane Banon. Quando lei aveva chiesto una intervista, era stata invitata in un appartamento privato, situato nel quartiere storico del Marais, a Parigi. Aveva accolto la giovane donna in un grande loft, privo di mobili ad eccezione di un letto. E siccome questa bellezza non cedeva al libertino, l’aveva picchiata.

Forse a New York, questa violenza aveva travolto l’uomo galante, e l’aveva trasformato in un criminale?

Nulla permette di immaginarlo, tanto più che DSK non è un celibe frustrato. E’ sposato con una star televisiva, Anne Sinclair, che era la giornalista favorita dai francesi, prima di abbandonare il suo lavoro per accompagnarlo nella sua carriera. I francesi l’hanno ritrovata al tribunale, quando Dominique Strauss-Kahn è apparso, ancora più bella e volitiva, nonostante gli anni in più. Nipote di un grande mercante d’arte, ha una fortuna familiare notevole. Senza esitare, è venuta da Parigi per pagare un milione di dollari di cauzione e offrire cinque milioni di dollari in garanzie bancarie aggiuntive. In quesl momento, questa donna di denari era pronta a cedere tutto per salvare il marito dalle grinfie laceranti della giustizia degli Stati Uniti. Era tanto più ammirevole. É lei che non si alterava per le sue buffonate, e che amava accompagnarlo alla Chandelle, un club per scambisti parigini.

In ogni nazione degna di questo nome, non si sarebbe sopportato vedere una celebrità che puntava ad essere eletta presidente e incarnare il paese, apparire ammanettato tra i poliziotti dell’FBI e gettato nella parte posteriore di un’auto, come un delinquente, esposto in tribunale senza essersi potuto fare la barba. Probabilmente si sarebbe assediata l’Ambasciata USA, cantando inni patriottici. Non in Francia. Qui si ammirano troppo gli “americani“. Li si contempla come il il coniglio è ipnotizzato dal cobra. Ed è difficile ammettere che non si è al centro del mondo, chese c’è complotto, non è nato sulle rive della Senna, ma sulle rive del Potomac.

Il sequestro

DSK è colpevole di stupro o è vittima di un complotto? Basta pensarci per risolvere la questione.

L’imputato avrebbe passato la notte con una ragazza squillo. Avrebbe violentato la cameriera al brunch della mattina, e poi presumibilmente è andato tranquillamente a fare colazione con sua figlia, una studentessa della Columbia University. Infine, avrebbe preso il suo aereo prenotato da alcuni giorni per incontrarsi con la Cancelliera Angela Merkel a Berlino. Era comodamente seduto in uno aereo della Air France, quando è stato arrestato, dieci minuti prima del decollo.

Secondo l’equipaggio, gli agenti del Nucleo vittime speciali (della serie Law and Order SVU [6]) non hanno chiesto ai loro omologhi dell’aeroporto di procedere all’indagine, ma hanno insistito nel farlo loro stessi, nonostante il rischio di arrivare troppo tardi. Per evitare che DSK non fosse preavvertito, hanno chiesto che si disturbassero i telefoni in quella zona dell’aeroporto, il tempo necessario al loro arrivo [7]. Tuttavia, tale interferenza non era responsabilità di una squadra normale. Questa è proprio una questione di sicurezza nazionale.

Quando l’indagato è stato preso in custodia, è stato escluso da qualsiasi contatto esterno se non con i suoi avvocati, come prevede la legge negli Stati Uniti. Ma quando la giudice Melissa Jackson l’ha preso in custodia, è stato nuovamente isolato dall’esterno. Senza motivo. Il fermo era stato spiegato necessario, perché il convenuto poteva fuggire in Francia, con la quale lo Stato di Washington non ha concluso alcun trattato di estradizione, e che ha protetto un altro imputato accusato di stupro, il regista Roman Polanski. Questa decisione non è stata presa per isolare l’imputato e impedirgli di influenzare i testimoni. Ma il giudice ha deciso di farlo rinchiudere a Rikers Island, una delle più grandi prigioni del mondo, con 14.000 detenuti, e uno delle più sordide. Un inferno sulla Terra. “Per la sua protezione”, lo si è poi premiato con una camera singola e tenuto in isolamento.

Insomma, per 10 giorni, l’amministratore delegato del FMI è stato sequestrato. Per 10 giorni, il funzionamento delle istituzioni internazionali è stato bloccato per la mancanza della sua firma. Per 10 giorni, i problemi dell’euro e del dollaro, il crollo della Grecia, e molte altre questioni, sono rimasti in sospeso a causa del capriccio di polizia, giudici e guardie carcerarie.

Secondo la giurisprudenza degli Stati Uniti DSK, che non ha precedenti penali ed è domiciliato a Washington, non avrebbe dovuto essere tenuto in custodia cautelare, ma avrebbe dovuto essergli concessa la libertà. Probabilmente ha rapidamente analizzato la situazione. Attraverso uno dei suoi avvocati, è riuscito a mandare al FMI una lettera di dimissioni. Il giorno dopo, contro ogni previsione, un nuovo giudice ha aderito alla sua richiesta di libertà vigilata. Non era, infatti, più utile tenerlo in custodia poiché il FMI aveva recuperato la sua capacità di agire.

Christine Lagarde saluta tutti coloro che hanno creduto alle promesse fatte da Washington al signor Zhou.

Christine Lagarde, Ministro francese dell’Economia, che ha fatto carriera negli Stati Uniti difendendo gli interessi del complesso militare-industriale [8], punta a succedere all’accusato nella direzione del FMI, nonostante le grida di sdegno di Russia e Cina.

In realtà, il secondo suo avvocato, Benjamin Brafman, non è venuto a vederlo in prigione e non ha partecipato alla seconda udienza. La star dei tribunali di New York si era recata precipitosamente in Israele. Ufficialmente per celebrare una festa religiosa in famiglia [9]. Ma per chiedere il suo onorario tasse, il signor Brafman non ha dovuto accontentarsi di accendere i fuochi del Lag Ba’omer, ma ha dovuto negoziare con il suo cliente.

Il progetto Zhou

Perché schierare dei mezzi hollywoodiani per bloccare il FMI per 10 giorni? Due risposte sono possibili, e possono essere collegate.

In primo luogo, il 29 marzo 2009, il governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan ha sfidato il predominio del dollaro come valuta di riserva. Deplorando che il progetto dell’economista John Maynard Keynes, di creare una moneta internazionale (il Bancor), non è stato raggiunto alla fine della seconda guerra mondiale, ha proposto di utilizzare i Diritti Speciali di Prelievo del FMI per giocare questo ruolo [10].

Zhou Xiaochuan non ha detto la sua ultima parola.

Cedendo alle pressioni, gli Stati Uniti accettano la triplicazione delle risorse del FMI e il rilascio, da parte del FMI, dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del valore di 250 miliardi dollari, nel corso del vertice del G20 a Londra, del 2 aprile, 2009. Hanno anche accettato il principio di un Consiglio di Stabilità Finanziaria, cui saranno associati i grandi stati emergenti.

Questa idea è stata discussa al vertice del G8 a L’Aquila (Italia), l’8 luglio 2009. Spingendo il pedone più lontano, la Russia propose di non accontentarsi di una moneta virtuale, ma di stamparla. Dmitrij Medevedev, che aveva fatto coniare simbolicamente prototipi di questa moneta, ne mise alcune sul tavolo. Da un lato c’erano i volti degli otto capi di Stato e dall’altra la valuta, recava la scritta in inglese “Unity in Diversity” [11].

Il progetto è presentato agli esperti della Divisione Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite. Il loro rapporto, a cui partecipa il professor Vladimir Popov della New Economic School di Mosca, è studiato il 25 aprile 2010 in una riunione congiunta del FMI e della Banca mondiale [12].

Il processo dovrebbe concludersi oggi, 26 maggio 2011, in occasione del vertice G8 di Deauville (Francia). Il dollaro ha cessato di essere la moneta di riferimento sullo sfondo dell’insolvenza del governo federale degli Stati Uniti. Washington avrebbe rinunciato al finanziamento della sua superpotenza militare con il debito, per perseguire la propria ristrutturazione interna.

Il dinaro libico, la prima (e ultima?) valuta nel mondo garantita dall’oro e dai Diritti Speciali di Prelievo del FMI. Nel 2000, il colonnello Gheddafi aveva sognato di creare una moneta pan-africana basato sull’oro, ma non era giunto a fare avanzare la sua idea. Sempre nel 2009, si era spontaneamente impadronito del progetto Zhou e l’aveva unilateralmente adattato al suo paese.

Il granello di sabbia

Purtroppo, durante gli ultimi mesi di questo processo, le iniziative politiche e militari hanno sconvolto questo piano. Alcuni stati, tra cui Russia e Cina, sono stati truffati. L’arresto di DSK dimostra che Washington ha agito in mala fede e che le sue concessioni miravano a guadagnare tempo.

Anche se i dettagli esatti dell’idea progettata da Dominique Strauss-Kahn di creare questa nuova valuta di riserva sostenuta dai Diritti Speciali di Prelievo del FMI sono segreti, sembra che la Libia stesse giocando un ruolo chiave: a titolo esperimentale, la Banca Centrale della Libia era la primo a decidere di basare la propria valuta, il dinaro, sull’oro e poi sul DSP. La cosa è tanto più importante poiché la Libia ha un fondo sovrano tra i meglio dotati del mondo (è anche un po più ricco di quello della Russia).

Tuttavia, entrando in guerra contro la Libia, Francia e Regno Unito hanno congelato teoricamente i beni non solo della famiglia Gheddafi, ma dello Stato libico. Peggio, Parigi e Londra hanno inviato dei dirigenti della banca HSBC a Bengasi, per creare una Banca Centrale dei ribelli della Libia e tentare di sequestrare dei beni nazionali [13]. Senza che si sappia se Nicolas Sarkozy e David Cameron si siano lasciati rapire dal loro potere o abbiano agito su istruzioni dai loro mandanti a Washington, il fragile edificio progettato da Dominique Strauss-Kahn è crollato.

Secondo i nostri contatti a Tripoli, al momento del suo arresto, DSK stava partendo per Berlino per trovare una soluzione con la Cancelliera Angela Merkel. Doveva poi partire con un emissario della Merkel per negoziare con i rappresentanti del colonnello Gheddafi, e forse con lui direttamente. La firma del leader libico era necessario per sbloccare la situazione.

Vi è ora una guerra finanziaria di proporzioni senza precedenti: mentre la situazione economica degli Stati Uniti vacilla e il dollaro potrebbe facilmente diventare carta straccia, l’accordo approvato al G8 e al G20, attuato dal FMI in coordinamento con la Banca mondiale e la comunità bancaria internazionale di cui DSK era il campione, è sospeso. Il predominio del dollaro è intatto anche se più artificiale che mai; questo dollaro che gli stati emergenti volevano relativizzare, ma su cui il complesso militare-industriale israelo-statunitense consolida il proprio potere.

In questo contesto chi è un uomo d’onore?

Thierry Meyssan

Intellettuale francese, presidente-fondatore del Rete Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica analisi di politica internazionale nella stampa araba, latino-americana e russa. Ultimo libro pubblicato: L’Effroyable imposture : Tome 2, Manipulations et désinformations (éd. JP Bertand, 2007). Recente libro tradotto in italiano: Il Pentagate. Altri documenti sull’11 settembre (Fandango, 2003).
Fonte originale: Komsomolskaja Pravda (Russia)

Traduzione di Alessandro Lattanzio per

http://www.voltairenet.org/article170084.html

[1] «Dominique Strauss-Kahn, l’uomo “Prezzemolo” del FMI», Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 5 ottobre 2007.
[2] «Operazione Sarkozy : come la CIA ha piazzato uno dei suoi agenti alla presidenza della Repubblica francese», Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 19 luglio 2008.
[3] «La NED, vetrina legale della CIA», Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 6 ottobre 2010.
[4] «Le German Marshall Fund, un reliquat de la Guerre froide?», Réseau Voltaire, 5 ottobre 2004.
[5] «Quel che non sapete del Gruppo Bilderberg», Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 9 aprile 2011.
[6] Serie televisiva di Dick Wolf per la NBC, trasmesso in Italia con il titolo di Law & Order: Unità vittime speciali.
[7] «Les derniers mots de DSK avant son arrestation», Michel Colomès, Le Point, 19 maggio 2011.
[8] «Avec Christine Lagarde, l’industrie US entre au gouvernement français», Réseau Voltaire, 22 giugno 2005.
[9] «Strauss-Kahn’s lawyer to Haaretz: Former IMF chief will be acquitted», par Chaim Levinson, Haaretz, 22 maggio 2011.
[10] «La Cina inizia ad allontanarsi dal dollaro», Rete Voltaire, 22 Maggio 2009
[11] «La Russie et la Chine proposent une monnaie commune globale», Réseau Voltaire, 11 luglio 2009.
[12] «Plan de réforme du système financier international» (Estratto del rapporto «World Economic and Social Survey 2010: Retooling Global Development»), Christina Bodouroglou, Nazrul Islam, Alex Julca, Manuel Montes, Mariangela Parra Lancourt, Vladimir Popov, Shari Spiegel e Rob Vos Réseau Voltaire, 6 luglio, 2010.
[13] «La rapine del secolo: l’assalto dei volontari ai fondi sovraini libici» e «Dietro l’attacco alla Libia: le strategie della guerra economica», Manlio Dinucci, Rete Voltaire, 22 aprile e 2 maggio 2011.


La “Primavera Araba” finanziata dagli USA

Posted: April 20th, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Complotti, Geopolitica, Mondo arabo, Poteri Occulti, Video | No Comments »

E’ ufficiale: La “Primavera Araba” finanziata dagli USA


Sepolti i dubbi; le controrivoluzioni che verranno

di Tony Cartalucci – Land Destroyer

Traduzione: Dakota Jones - i lupi di einstein

Bangkok, Thailandia 15 aprile 2011 – Mentre le bombe americane piovono sulla Libia, sul presupposto che Gheddafi stava brutalizzando i protestanti indigeni pro-democrazia, le dita che accusano Libia, Iran, Cina, Siria, Bielorussia, e un numero crescente di altre nazioni,  puntano verso Washington per aver finanziato e pianificato un cambiamento di regime contro i loro rispettivi governi.
Sia per un atto di assoluta arroganza che per produrre prove emergenti che gli Stati Uniti hanno davvero finanziato e preparato il terreno per la “Primavera araba”, per anni, il New York Times ha recentemente pubblicato “Gruppi degli Stati Uniti hanno contribuito ad alimentare le Rivolte arabe

Gettando praticamente questi attivisti sotto il bus, il New York Times rivela che il Movimento Giovanile Egiziano 6 aprile, il Centro per i diritti umani del Bahrain, e l’attivista Entsar Qadhi dello Yemen tra gli altri, hanno ricevuto addestramento e finanziamento da parte dell’ International Republican Institute , il National Democratic Institute, e Freedom House allineata con i neo-conservatori.

Il New York Times continua a spiegare che queste organizzazioni sono state a loro volta finanziate dal National Endowment for Democracy , che riceve 100 milioni di dollari dal Congresso, mentre Freedom House riceve la maggior parte del suo denaro dal Dipartimento di Stato USA . Mentre il New York Times afferma “nessuno dubita che le rivolte arabe sono cresciute in casa,” i leaders dei gruppi che ora hanno ammesso apertamente di aver finanziato e addestrato dagli Stati Uniti sono tutt’altro che “cresciuti in loco.” L’esempio più importante è il Movimento egiziano 6 Aprile guidato da Mohamed ElBaradei dell’International Crisis Group . ElBaradei, seduto accanto a George Soros, Kenneth Adelman, Wesley Clark, e Zbigniew Brzezinski, all’interno di un think-tank americano di politica estera, genera  una notevole quantità di “dubbi”.

Ad ammettere il coinvolgimento è anche il Progetto per la Democrazia in Medio Oriente (POMED), presieduto da vari ex allievi del Council on Foreign Relations e dell’Istituto Brookings. Il POMED sostiene di aver aiutato i manifestanti a sviluppare competenze e una rete di comunicazioni. Tale formazione si è svolta ogni anno, sotto Movements.org, a partire dal 2008, dal quale il Movimento egiziano 6 aprile fra tanti altri, ha imparato le tecniche per sovvertire il loro governo. Movements.org, naturalmente, è sponsorizzato da un conglomerato di aziende e agenzie governative tra cui il Dipartimento di Stato americano, Google, MTV, la ditta di pubbliche relazioni Edelman, Facebook, CBS News, MSNBC, Pepsi e altri. Nonostante l’affermazione che tale ingerenza significa “promuovere la democrazia,” guardando gli sponsor e gli interessi dei guerrafondai coinvolti in questa operazione, sembra che si tratti più di una promozione dell’egemonia militare ed economica globale.

Il New York Times include nell’articolo anche il ruolo delle ONG e della cosiddetta “società civile “, utilizzato per sostenere l’agitazione, come pure il dispiacere espresso dai leaders arabi che rimproverano gli Stati Uniti per l’ingerenza nei loro affari interni. Tali accuse stanno crescendo, ora che anche Cina, Iran, Siria, Bielorussia fanno affermazioni simili.

L’articolo del New York Times  si conclude con la descrizione di rivelazioni che indicano che molti attivisti che erano venuti a conoscenza del coinvolgimento degli Stati Uniti nel finanziamento e nella direzione dei movimenti, sono stati privati del diritto di voto. Questi attivisti sono stati “cacciati”. L’addestramento è stato condotto al di fuori dei paesi di destinazione, anche in Giordania, Marocco, Serbia e Stati Uniti. Quello che il New York Times omette sono le connessioni e il coinvolgimento delle corporazioni che hanno interessi particolari a  manovrare le organizzazioni dei diritti umani, a sostegno di queste operazioni. Tali organizzazioni hanno ampiamente gettato le basi retoriche necessarie per giustificare la continua espansione della guerra in Libia.

Naturalmente, basta solo ricordare la finta ignoranza esibita dal Dipartimento di Stato americano, Hillary Clinton e Barack Obama, insieme alla litania di bugie fornite dai media mainstream, per vedere il complotto in malafede che è in corso. Questo perché tutti, dal Dipartimento di Stato americano ai media di proprietà delle corporazioni, sono stati coinvolti, per anni, preparandosi al compimento della “primavera araba”. Con le aperte ammissioni fatte ora da un portavoce corporativo-finanziario globale, come il New York Times, dobbiamo prendere in considerazione le gravi conseguenze che potranno derivarne i seguito.
Ecco il circo dei media mainstream. La MSNBC finge ignoranza e confusione
sui disordini nella cui costruzione erano coinvolti almeno dal 2008.

Sicuramente questa informazione solleverà una controrivoluzione. In Egitto,si è già visto il globocrate  Mohamed ElBaradei sospettato di ingerenza, bersagliato con le pietre e la sua agenda deragliata. Molti attivisti hanno veramente creduto nella loro causa e rischiato la vita per l’idea per la quale stavano combattendo, non solo contro le loro dittature corrotte ma anche contro l’Occidente che le aveva sostenute per anni. Tale percezione è stata esasperata durante le prime fasi  delle rivolte quando l’Occidente  sosteneva generosamente i regimi in difficoltà , al fine di massimizzare la privazione dei diritti civili del popolo. Oltre ad osservare le operazioni in corso per impadronirsi della Libia con la forza, e vedere rivolte  simili appoggiate dagli Stati Uniti in Siria, Yemen, Iran, e perfino in Thailandia e Cina, sarà davvero interessante vedere come gli stati-nazione adatteranno la loro risposta a quella che è ora, chiaramente, una sovversione finanziata dall’estero.

In che modo questa realizzazione si manifesterà non è certo. Tuttavia, sarebbe saggio per gli attivisti, esperti, politici e cittadini realmente interessati alla verità, riflettere molto attentamente prima di fare la loro prossima mossa. Come George Bush una volta ha tentato di dire, “se mi inganni una volta, la vergogna ricade su di te, se mi inganni due volte, la vergogna ricade su di me”

In ultima analisi, e subito dopo aver esaminato gli architetti dietro questo stratagemma globale di destabilizzazione ingannevole, dobbiamo guardare oltre i fantocci politici e i bugiardi in malafede che pretendono di darci “le notizie”. Dobbiamo vedere l’ impero corporativo-finanziario globale come l’origine del problema e la sua rimozione e  sostituzione come la soluzione.

Per come combattere i globalisti, per raggiungere l’autosufficienza e la libertà attraverso l’indipendenza, leggete anche:

Boycotting: One Corporation at a time
Self-Sufficiency
Alternative Economics
The Lost Key to Real Revolution
Boycott the Globalists
Naming Names: Your Real Government

Fonte: Land Destroyer Report 15 Aprile 2011
Traduzione: Dakota Jones

http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/04/e-ufficiale-la-araba-finanziata-dagli.html


Come muoiono le Nazioni

Posted: March 22nd, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Complotti, Israel Lobby, Poteri Occulti, Video | Comments Off

COME MUOIONO LE NAZIONI


Karol Katz primo santo frankista?

Posted: February 2nd, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Frankismo, Marranesimo, Poteri Occulti, Sette | No Comments »

WOJTYLA  SANTO ?

da: http://poteriocculti.mastertopforum.biz/


Questa lettera aperta del dott. Hamer a Papa Benedetto XVI riassume chiaramente 30 anni di storia della Medicina Germanica e non solo svelando diversi segreti.
Nel testo originale ci sono anche le foto che ben illustrano il testo.

http://universitetsandefjord.com/index.php?option=com_content&view=article&id=107:dr-hamer-an-seine-heiligkeit&catid=50:korrespondenz-2011&Itemid=132

Dr.med.Mag.theol. Ryke Geerd Hamer

19 gennaio 2011

a Sua Santità Papa Benedetto XI

Palazzo Apostolico
00120 Città del Vatticano

Lettera aperta !

Sua Santità, Papa Benedetto XVI – alias Joseph Ratzinger,
Il Suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II verrà dichiarato beato a Maggio.
Le consiglio di prendere le distanze da tutto ciò.
La mia motivazione sarà il più semplice possibile:
Il 18 agosto 1978 mio figlio Dirk è stato ferito mortalmente dal Principe ebreo-italiano Vittorio Emanuele di Savoia (del casato ebreo Sachsen-Coburg e Gotha e membro della loggia segreta P2) con 2 colpi che durante un litigio aveva sparato intenzionalmente al dottor Nicola Pende, ma che avevano mancato il bersaglio colpendo un’altra barca dove dormiva Dirk.
Il Pricipe firmò a dire il vero una ammissione di colpevolezza che però in seguito ritrattò.
Il 7 dicembre 1978 Dirk morì dopo 19 operazioni a causa delle gravi ferite causate dalle pallottole del Principe.
Foto del funerale di Dirk
Il 18 maggio 1982 la corte suprema francese (Cour de cassation) giudicò che il Principe doveva essere accusato di omicidio intenzionale. Ma però non successe nulla.

L’agenzia stampa italiana ANSA pubblicò nel 1983 a Bonn la notizia del procuratore generale di Bastia che tutte le indagini del futuro processo contro il figlio del dell’ex Rè d’Italia sarebbero state inquinate dal primo giorno dai collaboratori, amicie corrotti della “mafia reale”.

Questa notizia fu riportata anche in quasi tutti i quotidiani italiani.
In un procedimento di revisione successivo nel 1991 un tribunale rabbinico di Parigi (giudici: Colomb, David, Jordan) condannò Vittorio Emanuele solamente per porto abusivo di armi a 6 mesidi carcere con la condizionale.

Quindi 13 anni dopo la morte di Dirk il Principe Vittorio E. di Savoia viene discolpato dalla accusa di “omicidio intenzionale” sebbene le prove degli esperti di balistica abbiano determinato esattamente la posizione da cui furono sparati i colpi che coincideva esattamente con la posizione del Principe.

Il proiettile che fu estratto a Dirk non fu analizzato e l’arma sparì già dopo pochi anni dopo l’incidente dalla camera di sicurezza del presidio della polizia francese.
Il giudice costruì un “dubium” (“in dubio pro reo”) che cioè ci fosse un secondo tiratore (rimasto sconosciuto), che i 30 testimoni presenti non avrebbero visto.
Il 16 ottobre 1978, mentre Dirk stava ancora lottando con la morte, Karol Wojtyla venne eletto Papa.
Il 7 dicembre 1978 Dirk morì tra le mie braccia.
Nonostante questo delitto il Suo predecessore Giovanni Paolo II augurò all’attentatore, Principe di Savoia, che ha sulla coscienza la vita di mio figlio, di poterlo accogliere presto in piazzaS. Pietro come Rè d’Italia.
Nel maggio del 1981 anche Karol Wojtyla viene colpito e ferito gravemente da Mehmet Alì Agca.
Egli però ha lasciato in prigione per 19 anni il suo attentatore – nonostante fosse sopravvissuto – prima di perdonarlo generosamente.
Ma il peggio deve ancora arrivare:
Io stesso mi sono ammalato, dopo la morte di mio figlio, di tumore ad un testicolo. E siccome fino a quel momento non ero mai stato seriamente ammalato, mi sono chiesto se la morte di Dirk non vic’entrasse qualcosa.

Esaminai (nel luglio del 1981) 200 pazienti e scoprìi che il cancro si forma effettivamente da un evento choc che chiamai DHS (Dirk Hamer Syndrom). Anche mia moglie fece le stesse ricerche e constatazioni in una clinica italiana.
In ottobre del 1981 consegnai le mie scoperte presso la mia Università di Tübingen come tesi di abilitazione (1° e 2° legge biologica) e la comunicai anche pubblicamente sulla Report-Monaco e sulla RAI italiana.
Queste sono state confermate nel 2005 anche dal prof, israeliano Joav Merrick della Ben Gurion University di Beer Sheva, Israele, in uno studio scientifico:
“Le prime 2 tesi fondamentali del lavoro di Hamer, cioè la psicosomatica “legge ferrea del cancro” (1° “legge”) e il principio di conversione da patogenesi a salutogenesi (2° “legge”)sono da ritenersi, in tutta la medicina odierna, come valide.
(The Scientific World Journal, VOL: 5, p. 93-102, 20050128)
Karol Wojtyla aveva già perso 7 chili di peso dall’attentato (come si poteva facilmente vedere). Sapevo cosa questo significasse e volevo aiutarlo con la mia scoperta. E così mia moglie, la dott.ssa Sigrid Hamer, portò la mia tesi di abilitazione a Josef Ratzinger, che già soggiornava a Roma, insieme alla richiestadi promuovere una verifica accurata. Ma non successe nulla.
In dicembre 1981 mia moglie si recò per la terza volta dal Cardinale Ratzinger, “l’Aslatus” del nuovo Papa e chiese di riavere indietro il lavoro dato che il Papa evidentemente non voleva fare nessuna verifica nella clinica papale Gemelli. Viene detto però a mia moglie per tre volte che il Santo Padre sarebbe ancora impegnato nella lettura. Ora – la tesi si trova ancora oggiin Vaticano.
Nel luglio 1982 il Papa aveva già perso 20 chili di peso. Doveva ormai sapere, leggendo, che aveva un cancro. E così fu operato per cancro all’intestino crasso. Ma si mascherò il tutto lasciando trapelare ufficialmente che non era un cancro (ridicolo – con 20 kg di perdita di peso!!).
Il mondo tira un sospiro di sollievo: Papa Giovanni Paolo II (72) non ha, secondo il portavoce del Vaticano Joaquin Navarro Valls “nessun inizio di cancro”. Tuttavia, il tumore che gli è stato asportato dall’intestino, avrebbe avuto “una piccola quantità di cellule, che iniziavano a diventare maligne.”
Egli si è fatto curare quindi secondo la mia Medicina Germanica con successo del 100%: solo operazione chirurgica, niente chemioterapia, niente morfina – e dopo 2 mesi era di nuovo sano.

Come si fa del resto con tutti i pazienti ebrei.
Secondo una pubblicazione della ambasciata israeliana a Berlino, gli ebrei in Israele hanno una mortalità da cancro di meno dell’ 1%.
Ma adesso arriva il più grande crimine della Chiesa della storia:
Papa Giovanni Paolo II ha constatato dalla lettura della mia tesi e dalla esperienza diretta, del trattamento avuto secondo la Medicina Germanica sulla propria pelle, che essa è esatta.
Ciò nonostante egli lascia freddamente che i pazienti di tutto il mondo – in malafede – muoiano letteralmente di chemio e morfina.
Inoltre un Padre della scuola cattolica di Freiburg gli aveva scritto una lettera personale:
(…) Io stesso ho preso contatto, per via di una grave malattia, con il sig. dott. Hamer ed ho provato sul mio corpo gli effetti positivi della sua scoperta. Questa esperienza non intendo tenerla per me. Per questo Le scrivo, perché sono convinto che il dott. Hamer La possa aiutare se Lei lo desidera. Lui stesso sa di questa lettera e mi ha comunicato la sua disponibilità. Sua Santità, c’è ancora molto da dire di lui e la sua scoperta, ma non mi dilungo oltre. (…)
Nel 2005 venni rinchiuso in Francia nel più duro carcere d’Europa (Fleury-Mèrogis) e condannato a 3 anni di reclusione dal Gran Rabbino Supremo di Francia, Francois Bessy (Capo di 10 scuole talmudiche a Aix les Bains), perché 12 anni prima 4 pazienti, che non conoscevo, poco prima di morire di chemio avevano letto i miei libri e sono morti lo stesso. Il vero motivo era però che avrei dovuto firmare la cessione di tutti i diritti della Medicina Germanica per uso esclusivo dei rabbini – cosa che naturalmente rifiutai.
L’8 aprile 2006 (2005 ?) vidi in televisione dalla mia cella la trasmissione delle esequie del defunto Papa. Quando la salma fu portata nella cripta il reporter televisivo (ufficiale) e portavoce del governo, nel 1°programma disse letteralmente:

“a dire il vero il Papa non era proprio un Polacco, ma un ebreo. Entrambi i suoi genitori erano ebrei ungheresi (Attila e Emilia Kaczorowski = Katz – Gatto). Ma è stato meglio così. Per questo i rapporti della chiesa cattolica con Israele sono stati così cordiali”.
Credetti di scoppiare sulla sedia. Ciò che avevo sempre sospettato veniva confermato ufficialmente e pubblicamente.
Già nel 1986 avevo saputo che il Rabbino di più alto rango del mondo di allora, Menachem Schneerson, insieme ai suoi medici ebrei, aveva fatto esaminare le mie scoperte, se fossero scientificamente giuste ed aveva constatato che era così.

Allora M. Schneerson annunciò a tutti i Rabbini del mondo che dovevano curare sé stessi e i loro pazienti secondo queste scoperte, ma che dovevano tenerle segrete per i non ebrei.
Da quel momento venni perseguitato dalla stampa e da tutti i media (anche diversi attentati), calunniato e cacciato – con l’aiuto di tutti i complici: medici, professori, università, autorità, giuristi, tribunali, ecc. – i cui rappresentanti evidentemente appartengono tutti ad una “certa comunità di fede.”
Nessuna meraviglia, se il Papa era ebreo, che egli non abbia mosso un dito.
Quando il principe nel 2006 venne arrestato e rinchiuso in prigione per una settimana per essere implicato in sporchi affari di giochi clandestini e truffe, nonché sfruttamento della prostituzione, ha ammesso lì la sua colpevolezza per la morte di Dirk (in un colloquio – intercettato -in cella con il suo coinquilino) ed ha confessato di aver preso in giro la giustizia francese. Questo significa che il tribunale di Rabbini (Colomb, David e Jordan) è stato una farsa, una truffa.

Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo Re d’Italia, secondo notizie delle autorità italiane, ha preso in giro la giustizia francese durante il processo per la morte di uno studente tedesco 28 anni fa. Questa rivelazione è stata fatta(mentre veniva intercettato) dal nobile,di recente agli arresti, al suo compagno di cella, ha reso noto il giudice delle indagini preliminari di Potenza, Rocco Pavese.
“Avevo torto, ma devo dire che li ho corrotti tutti” ha detto il Principe che nel frattempo è stato scarcerato, secondo il comunicato del giudice delle indagini.
Nessuna meraviglia quindi che il Principe ebreo di Savoia non sia mai stato condannato.
Nel libro di Israel Shahak (storia degli ebrei, religione ebraica) si legge quanto segue:
(Lühe Verlag, ISBN: IS-92 6328-25-8 ), capit. assassinio e genocidio, pag. 140:
“Se la vittima é un non ebreo la situazione è completamente diversa. Un ebreo che uccide un non ebreoè colpevole solamente di aver commesso un peccato contro “la legge celeste” che però non è punibile da un tribunale. Provocare la morte indirettamente di un non ebreo non è nemmeno un peccato.”
Però una chiesa che si lascia guidare da criminali della storia si è già squalificata. Questa Shoha ai danni dei non ebrei – e quale ruolo il Vaticano ha avuto in questa faccenda – sarà presto fiutabile, come è già successo per tutta la pedofilia nella Sua istituzione.
La prego, non finga adesso stupore o inconsapevolezza.
Lei era l’uomo di fiducia del Suo amico ebreo Karol Wojtyla.
Lei sapeva e sa tutto!
La questione è solamente questa:
Vuole adesso continuare così oppure ha il coraggio e di porre fine a questo Holoschächt*– il più grande crimine della storia??
In questo senso
Dottor Hamer

Fonte: http://poteriocculti.mastertopforum.biz/export.php?mode=txt&t=2579

Fonte in PDF (1 Mega) di questa lettera aperta (in lingua originale tedesca)

PS.
Anche in merito al miracolo – che la suora Marie Simon-Pierre sarebbe guarita dal Parkinson 2 mesi dopo la morte di Giovanni Paolo II – (ma che avrebbe avuto una ricaduta, secondo fonti di agenzie stampa) c’è una spiegazione semplice, secondo la Medicina Germanica:
Il cosiddetto morbo di Parkinson (tremore, tremito, per lo più delle mani) è una crisi epilettica all’interno di una fase di guarigione di un conflitto motorio, di non poter trattenere o non aver potuto trattenere (la madre, il padre, la nonna, ecc). Se un tale conflitto viene definitivamente risolto, allora il Parkinson scompare.
Io ne ho già visto molti di questi “guariti” provvisori o definitivi. Ma di “miracoloso” qui non c’è nulla, solo leggi biologiche naturali, come le descrive la Medicina Germanica – che si basa solo su 5 leggi biologiche della natura.

*(schächten = sacrificio rituale ebraico, Holo = in questo caso di masse, ndt)