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“BELLA”

Posted: June 24th, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Amore per la Vita, Archivio generale, Pro Life, Video | No Comments »

La bellezza, la speranza e l’amore

di mettere al mondo un figlio,

nonostante le avversità della vita



«Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i “tuoi” progetti sulla “tua” vita».
Nel 2006 è uscito un film co-prodotto da Usa e Messico, che ha vinto il “Festival del Film di Toronto”, sotto la regia di Alejandro Gomez Monteverde, intitolato “Bella. Una persona può cambiare la tua vita per sempre”.

Lo si può acquistare in DVD in lingua italiana presso “Multimedia San Paolo”. Invito tutti a vederlo e a farlo vedere. È un film anti-abortista in positivo, vale a dire: non mostra le brutture negative dell’aborto, ma la bellezza e la gioia di evitarlo e dare alla luce una creatura umana. In breve è un sì alla vita.

Testimonianza dell’attore Eduardo Verástegui:

“E’ un film che celebra la vita, che celebra i nostri valori, la nostra cultura, la nostra musica, la nostra cucina e molto altro ancora”. L’attore rivela poi di avere una speranza: “La gente nel vedere le pellicole da noi prodotte alla Metanoiafilms – in questo caso ‘Bella’ – ne esce ispirata, colma d’amore, di fede e speranza”.[…]“Dopo 10 anni di carriera mi sono reso conto che mi mancava qualcosa, ma non sapevo cosa fosse. Mi sentivo in un labirinto senza uscita; volevo usare l’uscita di sicurezza ma non sapevo dove si trovasse, mi sentivo vuoto”. In un’intervista rilasciata in spagnolo nel luglio dello scorso anno all’Eternal Word Television Network, Verástegui ha sottolineato che per lui è chiaro “lo scopo della mia vita, della nostra vita. Non sono stato chiamato o non sono nato per essere un attore, non sono stato creato per essere famoso, ricco, ingegnere, medico, di successo. Sono stato chiamato ad essere santo”.

La storia che viene narrata è la seguente: un giovane campione di foot ball, di nome José, investe con la sua automobile, per distrazione colpevole, una bambina e la uccide. Sconta 4 anni di carcere e uscitone porta sempre dentro di sé il rimorso di coscienza di aver ucciso, praeter intenzionalmente, una creatura innocente, che stava attraversando la strada.

Per fortuna fa parte di una famiglia “tradizionale” messicana, allegra, sana, lavoratrice e molto religiosa (come da noi “occidentali” non ce ne è più), che lo aiuta a superare il trauma. Il fratello maggiore, che i suoi genitori avevano adottato quando pensavano di non poter avere figli, ha aperto un Ristorante molto qualificato a New York, e José ne diventa lo “chef”.

Lavora nello stesso ristorante una giovane donna di nome Nina, che ha perso il padre a dodici anni ed ha dovuto aiutare da sola la madre caduta in depressione per la dipartita del marito: è anch’essa vittima della vita, non ha né Fede né Speranza. Rimane incinta e abbandonata e in più viene licenziata dal Ristorante del fratello maggiore di José.

José, forte della sua triste esperienza, ma risolta con l’aiuto della Fede e della gioia di una sana famiglia accanto a lui, si impietosisce e dopo aver fatto conoscere la giovane ragazza-madre a suo padre, sua madre e al fratello minore, che si prepara serenamente e gioiosamente al matrimonio, decide di adottarne la figliola. La giovane ragazza madre ritrova la Fede, le Speranza e la Carità soprannaturale, dopo aver evitato l’aborto e aver messo al mondo una creatura di Dio.

Il film è molto ben recitato, e mostra ciò che manca all’occidente edonista e individualista, come all’ovest ateo-materialista e collettivista per poter affrontare serenamente la vita con tutti i suoi drammi: la Fede, la Speranza e la gioia spirituale di una sana vita di famiglia, una Speranza soprannaturale nella Provvidenza, il non pensare solo a sé, al denaro, ai propri problemi ingigantendoli.

Il film è un ottimo antidoto alla attuale società nichilistica, complicata e disperata, che sa soltanto distruggere e non ha più la forza e il coraggio di credere, sperare, costruire e amare (a fatti e non a parole) Dio e il prossimo. Dimenticarsi un po’ di sé e pensare con Fiducia all’avvenire aiuta tutti, mentre il voler pianificare la propria esistenza, come se tutto dipendesse da noi, evitare ogni sofferenza, ogni intralcio è la via che conduce alla disperazione e al fallimento.

La frase con cui inizia il film è significativa e profonda: «Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti sulla tua vita». In effetti, essa va sempre diversamente da quanto abbiamo stabilito. Allora Fede, Speranza e Carità ci aiutano a costruire qualcosa di limitato e finito, ma pur sempre di positivo e ci impediscono di distruggere la vita nostra e altrui, come la post-modernità ci insegna e quasi ci spinge a fare.

Soprattutto i giovani hanno bisogno di questi esempi, poiché sono i più vulnerabili e le prede più facili del nulla che offre il mondo contemporaneo. Tornare all’essenziale, al semplice, al vero e al profondo: questo è il messaggio del film, che può essere riassunto dalla seguente bellissima preghiera di san Francesco d’Assisi:

«Signore, fa di me uno strumento della tua Pace. Dove è odio che io porti l’amore. Dove è offesa che io porti il perdono. Dove è l’errore che io porti la verità. Dove è tristezza che io porti la gioia. Dove è il dubbio che io porti la Fede. Dove è la discordia che io porti l’unione. Dove è il peccato che io porti la grazia. Dove son le tenebre che io porti la Luce. Signore, fa che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare; di essere compreso, quanto di comprendere; di essere amato quanto di amare. Poiché è dando che si riceve; perdonando si è perdonati; ascoltando, si trova comprensione. Morendo a se stessi, si resuscita a vita eterna» (Preghiera semplice).

24 febbraio 2011

http://www.doncurzionitoglia.com/bella_film_antiabortista.htm

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