Get a site

Siria: origine della sovversione

Posted: April 24th, 2011 | Author: Espedito Gonzales | Filed under: Archivio generale, Complotti, Mondo arabo, Siria | No Comments »

L’origine della sovversione in Siria

Alessandro Lattanzio 24/4/2011  – Aurorasito.wordpress.com

Il 14 Aprile 2011, la televisione di Stato siriana ha trasmesso filmati di tre giovani di una cellula terroristica, che confessavano di aver ricevuto fondi e armi dal deputato del Blocco Futuro Jamal Jarrah, al fine di compiere atti di sabotaggio in Siria. I tre giovani, Anas Kanj, Mohammed Badr Al-Kalam e Mohammed El Sokhna, hanno confessato di aver provocato le proteste nella Moschea degli Omayyadi, contro il regime, e compiuto atti di sabotaggio, come attaccare una stazione di polizia a Sbeineh. Anas Kanj ha detto di aver ricevuto soldi e armi da un intermediario di nome Ahmed Awdeh, un membro del gruppo dei Fratelli Musulmani, che lo ha collegato con Jarrah. “Ahmed mi ha detto che Jarrah è generoso e sosterrà la mia famiglia, e che ci darà armi sofisticate, trasportate dal Libano grazie alla corruzione, e che noi saremo addestrati da altre cellule che non conosciamo. Mi ha promesso di incontrare Jarrah, ma che ora non poteva a causa del suo lavoro“, aveva detto Anas. “Ahmed ha anche promesso di presentarmi a Fida’a Sayyed, il Capo della Sicurezza Generale dei Fratelli musulmani in Siria, e mi ordinò di sparare sui manifestanti e di filmarlo in modo da inserire le scene sul ‘Syrian Revolution Website’, in modo da trarre l’attenzione internazionale sulla necessità di liberarsi del regime siriano, perché è un ‘regime oppressivo’“, aggiungeva.
Jarrah ha negato le accuse dicendo: “Non abbiamo né la capacità né l’intenzione di interferire negli affari interni della Siria. Se la Siria ha un caso da discutere, può rivolgersi al governo e alla magistratura attraverso il Ministero degli Affari Esteri libanese”. (1)
Intanto a Damasco, bande armate hanno impedito i soccorsi ai feriti  delle forze di sicurezza, vittime delle proteste. Le autorità siriane hanno che “certi media hanno fatto senza fondamento dicendo che le autorità siriane avevano impedito ai feriti di essere ricoverate in ospedale”, una dichiarazione del Ministero degli Interni. “Uomini armati  hanno bloccato le ambulanze che trasportavano 34 poliziotti feriti nell’ospedale di Daraa, l’8 aprile”. Il comunicato faceva eco a un precedente comunicato del ministero, in cui si affermava che: “bande armate hanno bloccato la strada per Banias (nel nord-ovest) per impedire alle ambulanze di soccorrere i feriti e trasportarli nell’ospedale militare.”
In un comunicato ufficiale del 17 aprile, il ministero degli Interni della Siria ha avvertito che “le leggi in vigore in Siria saranno applicate per tutelare la sicurezza dei cittadini e la stabilità interna. Il corso degli eventi scorsi ha rivelato che tutto ciò è un’insurrezione armata di gruppi armati appartenenti ad organizzazioni salafite, soprattutto nelle città di Homs e Banias.” Il Ministero  invitava tutti i cittadini siriani a “contribuire efficientemente nel mantenere la stabilità e sicurezza e di assistere le autorità competenti nei loro compiti nell’attuazione di questo obiettivo“. Il Ministero ha anche chiesto ai siriani “di astenersi da ogni manifestazione di massa, o dimostrazione o sit-in a qualsiasi titolo.” In un primo momento le dimostrazioni erano poche e piccole, con richieste  limitate. Poche centinaia di persone avevano protestato a Damasco, Latakia e  Daraa, per chiedere riforme limitate, il rilascio di prigionieri politici o l’eliminazione della legge d’emergenza. Ma poi qualcosa è successo e il movimento è stato spinto a mutarsi in un’aperta rivolta. Secondo Syria News Sat, ‘gruppi di traditori e criminali armati controllati dall’estero’ avevano partecipato a una manifestazione presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Damasco, il 17 aprile.
Nonostante il governo siriano abbia promesso di applicare le riforme nei settori politici e sociali, ma seguendo solo la propria agenda, approvando un decreto legislativo per porre fine allo stato di emergenza nella Repubblica Araba di Siria, dichiarato nel 1963 e un decreto legislativo per abolire l’Alta Corte per la Sicurezza dello Stato, creata nel 1968; e dopo aver presentato un disegno di legge che regola il diritto alla protesta pacifica come diritto umano fondamentale garantito dalla Costituzione siriana, i bloggher attivisti siriani, che per la maggior parte residenti all’estero, continuano a utilizzare internet per istigare ad ulteriori dimostrazioni violente. Evidentemente, si tratta di una serie di sommosse e di manovre di destabilizzazione dirette dall’estero, e non va escluso che dietro ai tanti ‘dissidenti’ arabi, che a quanto pare esistono solo online, sul web, vi siano invece dei concreti e reali militari e agenti di potenze straniere. Come riferisce il giornale inglese The Guardian: “L’esercito statunitense sta sviluppando un programma che gli permetterà di manipolare segretamente i social media usando falsi profili per influenzare le conversazioni Internet e per diffondere propaganda pro-USA. Una società statunitense si è appena aggiudicata un contratto con il Comando Centrale dell’US Army, che sovraintende alle operazioni in Medio Oriente e Africa centrale (CENTCOM), con lo scopo di creare un ‘servizio di gestione di profili online’, permettendo a un solo militare di controllare fino a dieci identità diverse, piazzati in qualsiasi parte del Mondo. … Una volta sviluppato, il programma potrebbe permettere ai militari statunitensi, che operano su un determinato luogo e un determinato fuso orario, di interagire in varie conversazioni online, inviano in modo coordinato un certo numero di e-mail, post sui blog e nelle chat e altre azioni. La sede di questa operaizone dovrebbe essere la base dell’aeronautica statunitense di MacDill vicino Tampa, in Florida, dove risiede il centro comando delle Forze Speciali USA.”(2)
Quindi, un programma che viene indicato essere in fase di studio, ma nulla esclude che questo ‘studio’ possa anche significare una ‘sperimentazione’ dal vivo e sul campo. Dietro ai presunti bloggher dissidenti anti-sistema arabi (e di qualsiasi altra parte del Mondo), vi possono benissimo essere dei tutt’altro che anti-sistemici soldati ed agenti a stelle&strisce, che eseguono patriotticamente gli ordini dei loro superiori, generando caos e destabilizzazione negli stati-bersaglio. Il campo di battaglia viene trasferito anche su Facebook, Twitter, Youtube, ecc. Le notizie sui presunti massacri di decine e centinaia di dimostranti civili, molto probabilmente sono dei falsi tesi ad inasprire le tensioni interne in Siria, e a spianare la strada ad un intervento esterno, sul piano dei rapporti internazionali. In ciò, seguendo il piano di aggressione attuato contro la Libia.
Il 18 aprile, il ministero degli Interni aveva riferito che un gruppo armato aveva aperto il fuoco a caso, terrorizzando i cittadini e bloccando le vie pubbliche, mentre le forze di polizia disarmate mantenevano l’ordine. Il poliziotto Ahmad al-Ahmad è stato ucciso e altri 11 sono rimasti feriti, quando un gruppo di criminali armati hanno aperto il fuoco su di loro, nella città di Talbisa, vicino Homs. Una fonte ufficiale ha affermato che dopo che l’autostrada Homs-Hama-Aleppo era stata interrotta vicino la città di Talbisa, da gruppi criminali armati che terrorizzavano i civili, una unità militare è stata mobilitata per porre fine all’azione dei gruppi armati e impedirgli di bloccare nuovamente l’autostrada. Mentre l’unità si avvicinava, membri dei gruppi armati criminali, situati negli edifici vicino all’autostrada, avevano aperto il fuoco contro l’unità militare che ha risposto ed ucciso tre membri dei gruppi armati, e feriti altri 15, mentre 5 militari sono stati feriti.
Il 19 aprile, il Ministero degli Interni di Damasco osservava in un comunicato, che gli eventi in diverse province siriane, come l’assassinio di poliziotti, soldati e civili, sono parte di una terrificante rivolta armata guidata da gruppi armati salafiti. I gruppi terroristici hanno ucciso soldati, ufficiali, poliziotti e civili, mutilandone poi i corpi. Il ministero quindi invitava i cittadini a collaborare con le autorità e a non permettere ai terroristi di sfruttare l’atmosfera di libertà per spargere sangue e colpire le proprietà pubbliche e private. Il ministero ha annunciato che questi gruppi armati avevano commesso dei crimini allo scopo di creare il caos e terrorizzare il popolo siriano, sfruttando il processo di riforma e di libertà lanciato all’interno del programma annunciato dal presidente Bashar al-Assad, durante il suo discorso al nuovo governo.
Damasco dichiarava, il 19 aprile, che un gruppo di criminali armati, ad Homs, aveva assassinato il colonnello Mohammad Abdo Khaddour, sparandogli in testa e all’addome, mentre si dirigeva al lavoro, e poi ha anche mutilato il viso del Col. Khadour. Anche il Sergente Maggiore Ghassan Mehrez è stato ucciso mentre guidava un minibus. Altre aggressioni contro le forze di sicurezza e singoli cittadini sono state effettuate da questi gruppi armati criminali, colpendo due stazioni di polizia ad al-Hamidiya e al-Bayyada, a Homs, ferendo sei poliziotti, mentre due membri del gruppo armato sono stati uccisi e altri cinque feriti. Il capo della polizia di Homs, generale di brigata Hamid Asa’ad Mar’ai, ha detto che i gruppi di criminali armati hanno cercato di appiccare il fuoco alla stazione di polizia di al-Bayyada, dopo averla circondata, sparando e ferendo alcuni membri del al suo personale all’interno.
Il direttore dell’ospedale nazionale di Homs, Ghassan Tannous, ha detto “Sei membri delle forze di sicurezza sono stati portati all’ospedale, Martedì all’alba, avevano subito varie lesioni dopo che essere stati aggrediti con armi da taglio e bastoni durante il loro spostamento dalla stazione di polizia di al-Bayyada a quella di al-Hamidiya. I feriti osservano che circa 50 uomini armati hanno attaccato la stazione di polizia al-Bayyada, alle 03:00, ed aperto il fuoco contro i membri della sicurezza, ed hanno attaccato uno di loro con manganelli e armi da taglio, ripetendo la stessa scena che si era svolta presso la  stazione di polizia di al-Hamidiya.”

Il 23 aprile i militari siriani hanno trovato dei telefoni cellulari che utilizzavano schede SIM non-siriano e apparecchi GPS e macchine fotografiche digitali contenente brevi video, raffiguranti atti di violenza e false scene di repressione delle proteste. I telefoni e le macchine fotografiche sono stati sequestrati a membri di un gruppo armato criminale, che avevano attaccato una posizione militare nella zona di al-Rakhem Hirak, presso Daraa. I membri del gruppo inoltre erano armati di spranghe, spade e altre armi di metallo, che sono state utilizzate contro le forze di sicurezza, durante le proteste, oltre a molotov e a bottiglie piene di sangue da utilizzare nella messa in scena di atti di violenza.
Il 20 aprile, il Generale di Brigata Khodir al-Talawi, due figli e suo nipote sono caduti in un’imboscata, feriti a morte da gruppi criminali armati della città di Homs, a circa 160 chilometri da Damasco. I corpi dei caduti sono stati brutalmente mutilati dai gruppi criminali. Altri due ufficiali dell’esercito siriano: il colonnello Moin Mihla e il maggiore Iyad Harfoush sono stati anche loro assassinati dai gruppi criminali armati di Homs. Decine di altri membri della polizia siriana sono stati feriti dai gruppi criminali armati. Il Ministero degli Interni siriano ha emesso l’ordine di divieto d’ingresso ai motocicli nela città di Homs, visto l’uso frequente da parte dei gruppi criminali di questi mezzi di trasporto. Assassinato anche l’inventore siriano Issa Abboud, di 27 anni, ucciso da bande armate criminali nel quartiere di al-Nozha di Homs. Issa era in visita da suo cugino, nel quartiere di al-Nozha, dove i gruppi criminali armati sparavano, aveva ottenuto il titolo di più giovane inventore del mondo, con più di 100 brevetti.
Intanto gli screditati media ‘liberali panarabi’ continuano a interferire e a voler sabotare l’attività politica interna degli stati-bersaglio.
Il 21 aprile, il Gran Muftì della Repubblica Araba di Siria, Dr. Ahmad Hassoun Badreddin, esprimeva rammarico per la perdita di credibilità e di onestà di alcuni mass-media arabi, che si aspettava lavorassero per preservare l’unità araba e impedissero lo spargimento di il sangue arabo, invece di istigare alla  divisione etnica e settaria. In una dichiarazione, il Gran Mufti aveva smentito le dichiarazioni che alcuni canali gli avevano attribuito, dicendo che ciò che è stato trasmesso da Alarabiya è stato fabbricato e mirava a provocare una frattura tra i dirigenti e i cittadini. Ha sottolineato che ciò che Alarabiya aveva diffuso era solo una parte di un lungo discorso dato nella città di al-Sanamin, quando vi si era recato per offrire le condoglianze alla sua gente,  dicendo che il loro sangue è il sangue della nazione e che il presidente Bashar al-Assad è addolorato per ogni goccia di sangue che si versa in Siria. Il Gran Mufti ha affermato che il popolo della Siria è consapevole della necessità di costruire il paese e ristabilire l’unità tra la dirigenza e il popolo, in particolare dopo il discorso del presidente al-Assad al Governo, sottolineando che il paese può essere costruito solo dalla modestia, dal lavoro e dall’integrità del suo popolo.
Il 19 aprile precedente, a Damasco, i vertici degli insegnanti religiosi hanno affermato che il comunicato rilasciato dall’International Union of Muslim Ulama sulla situazione in Siria, è diretta contro la sicurezza e la stabilità della Siria e non è coerente con i metodi scientifici e logici di in giudizio, ma ciò  non rappresenta per loro una sorpresa, visto che proviene da ambienti associati a schemi abbastanza chiari riguardo agli obiettivi perseguiti. In una dichiarazione gli studiosi religiosi siriani hanno detto che sebbene ‘la dichiarazione dell’Unione Internazionale degli ulema musulmani riconosca che il presidente Bashar al-Assad ha deciso di revocare lo stato di emergenza entro una settimana, e abbia dato le indicazioni riguardanti l’approvazione di una nuova legge sui partiti‘, la stessa associazione in questione, in realtà, ‘non presta attenzione a tutto questo, perché è legata a un regime straniero che cerca di destabilizzare la Siria‘. Gli studiosi hanno affermato che i membri dell’Unione degli studiosi religiosi in Siria non sono stati consultati, e nessuno di loro ha sottoscritto la dichiarazione, riferendosi agli interessi  stranieri dietro tale dichiarazione. ‘Le soluzioni proposte dal presidente al-Assad non sono parziali, come afferma la dichiarazione, le soluzioni sono radicali, incluse le leggi sui partiti, di emergenza, sui media e l’amministrazione locale… non sono semplici promesse‘, aggiungeva il comunicato. Gli studiosi hanno detto che loro, assieme al popolo della Siria, sono unanimi nel respingere la sedizione, gli omicidi e le distruzioni, e sono impegnati per l’unità nazionale. ‘I tentativi sovversivi non possono indebolire la determinazione del popolo siriano, e il costante attacco alla Siria è la testimonianza della sua ferma posizione’, conclude il comunicato.
Il Ministro delle fondazioni islamiche, Mohammad Abdul-Sattar al-Sayed, ha detto che aveva incontrato gli studiosi della Siria e che hanno rilasciato una dichiarazione, in risposta alle affermazioni emesse dall’International Union of Muslim Ulama, secondo cui tali affermazioni si basano sulla visione faziosa di una banda specifica, compromessa in un complotto che mira alla sicurezza e alla stabilità della Siria. Da parte sua, il Gran Mufti della Repubblica, Ahmad Badreddin Hassoun si chiedeva: “Chi ha consultato l’Unione internazionale degli Ulama  musulmani, e chi li autorizza a rilasciare tale dichiarazione?”, facendo notare che alcuni degli studiosi della Siria sono membri di questa unione, ma non uno di loro è stato informato di questa dichiarazione. Aggiungendo che l’Unione avrebbe dovuto pregare per la prosperità del popolo siriano, e non avrebbe dovuto rilasciare una simile provocazione contro il popolo. (3)

Note
1. Upprooted Palestinians
2. Guardian
3. Champress.net

Fonte: http://aurorasito.wordpress.com/2011/04/24/lorigine-della-sovversione-in-siria/

Be Sociable, Share!

Comments are closed.